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Alberto Pellai, Io dopo di te. Una storia per aiutare i bambini ad affrontare la perdita di una persona cara. Con CD-Audio

Io dopo di te, di Alberto Pellai

La morte è un argomento bandito dalle nostre discussioni, dalla nostra quotidianità. Talmente tabù che negli ospedali la dicitura «camera mortuaria» o «obitorio» viene spesso sostituita dall’equivalente francese «morgue». Stessa parola, ma in un’altra lingua suona più innocua. Non si parla della morte. E, figurarsi!, non si parla di morte con i bambini. Per questo il libro Io dopo di te (d’accordo, il titolo non è originalissimo) di Alberto Pellai edito dalle edizioni Erickson è una mosca bianca nel panorama editoriale italiano. In questo testo Pellai – che aveva già affrontato l’argomento nel libro Perché non ci sei più? – racconta una storia. Del resto il sottotitolo del libro è Una storia per aiutare i bambini ad affrontare la perdita di una persona cara.

«Io dopo di te»: una storia per aiutare i bambini ad affrontare il lutto

Alberto Pellai, Io dopo di te. Una storia per aiutare i bambini ad affrontare la perdita di una persona cara. Con CD-Audio

Alberto Pellai, Io dopo di te. Una storia per aiutare i bambini ad affrontare la perdita di una persona cara. Con CD-Audio

Pietro è un ragazzino molto legato al suo bisnonno Nicola. Non vede l’ora che arrivi il Natale sì da poter ascoltare una nuova storia dal bisnonno. Purtroppo resterà deluso, perché il nonno è in ospedale e le sue speranze di vita sono ridotte al lumicino. Tuttavia Pietro non si scoraggia e chiede a Babbo Natale di fare in modo che il nonno torni a casa per raccontargli una storia nel giorno di festa. Potrà Babbo Natale non ascoltare una simile richiesta scaturita dal cuore di un nipotino triste? Pietro rimane deluso quando il giorno di Natale non trova il nonno seduto alla tavola imbandita. Ma poi, quando alza il piatto, vi trova sotto una lettera proprio del nonno. Che gli regala un’ultima storia.

Tra la commozione tangibile, quindi, viene narrata la storia di una lacrima che, sebben non potrà lenire il dolore di Pietro e dei familiari per la perdita, gli darà la possibilità di compiere un cammino personale di elaborazione del lutto.

Il libro Io dopo di te è strutturato come un sussidio didattico. La storia, infatti, è accompagnata da alcune immagini – semplici e al contempo evocative – di Tiziano Beber. Infine è corredata da un cd audio che contiene alcune canzoni che permettono di affrontare alcuni aspetti della vicenda.

Il testo si conclude con un «Commento alla storia» che fornisce indicazioni pratiche per l’uso del libro Io dopo di te.

Aiutare un bambino ad affrontare un lutto, tenerlo per mano in tutte queste fasi fino all’elaborazione e al superamento del dolore che attanaglia il cuore e toglie le speranza, significa aiutarlo a compiere un passaggio ricco di significati e necessario: ovvero quello di chi impara ad amare in assenza, non potendo più amare in presenza della persona che non c’è più.

Dati del libro

Alberto Pellai (illustrazioni di Tiziano Beber)
Io dopo di te. Una storia per aiutare i bambini ad affrontare la perdita di una persona cara
Erickson 2017
pp 62

La morte è un argomento bandito dalle nostre discussioni, dalla nostra quotidianità. Talmente tabù che negli ospedali la dicitura «camera mortuaria» o «obitorio» viene spesso sostituita dall’equivalente francese «morgue». Stessa parola, ma in un’altra lingua suona più innocua. Non si parla della morte. E, figurarsi!, non si parla di morte con i bambini. Per questo il libro Io dopo di te (d’accordo, il titolo non è originalissimo) di Alberto Pellai edito dalle edizioni Erickson è una mosca bianca nel panorama editoriale italiano. In questo testo Pellai – che aveva già affrontato l’argomento nel libro Perché non ci sei più? –…

In sintesi

Leggibilità
Storia
Illustrazioni
Prezzo

Utile

Conclusione : Un testo utile, che aiuta a riflettere

Voto Utenti : 4.8 ( 1 voti)

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

1 Commento

  1. Mi spiace dirlo ma credo che per tutti i bambini (compresi quelli un po’..”più grandi”) sarebbe più grave perdere il proprio padre piuttosto che il proprio bisnonno..credo che l’ esempio fatto in questo articolo sia decisamente riduttivo perché non ha preso ad esempio la perdita inaspettata di un famigliare decisamente più giovane di un bisnonno ed in tal caso credo che il bambino avrebbe più difficoltà a superare

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