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La regina delle rane non può bagnarsi i piedi
La regina delle rane non può bagnarsi i piedi

La regina delle rane non può bagnarsi i piedi, di Davide Calì e Marco Somà

C’era una volta… Amiamo le storie che iniziano così, perché quel «c’era» ci permette di immaginare che potrebbe esserci ancora «una volta». C’era. E oggi? Non ne siamo certi, ma mai dire mai. Inizia proprio con il classico «C’era una volta» uno degli albi più famosi di Davide Calì, con illustrazioni di Marco Somà: La regina delle rane non può bagnarsi i piedi, Kite edizioni. Ed è proprio quella frase così conosciuta che attira da subito l’attenzione del lettore. La frase e le rane. Perché le rane stanno simpatiche a tutti, ma anche le rane hanno problemi di re e regine.

Le rane fanno cose da rana, si sa. Ma un giorno trovano un anello, anzi no: una corona!

Era una cosa piccola e brillante. Era una corona.
Le corone di solito si trovano sulla testa dei re o delle regine.
Così quando videro la rana con la corona le altre rane dissero:
«Guardate! La Regina delle rane!»

Rane e corone

La regina delle rane non può bagnarsi i piediMa basta una corona per creare una regina? E cosa deve fare la Regina delle Rane?

Prima regola: la Regina delle rane non deve bagnarsi i piedi! Non fa fatica, mangia solo mosche grasse, e soprattutto non deve parlare con le altre rane.

Come può una singola corona cambiare in maniera così radicale la vita semplice di uno stagno? Mai sottovalutare il potere di una corona! E soprattutto quello che gli altri ritengono sia giusto o sbagliato una volta che incrociano una corona.

È spietato Davide Calì: lo stagno o il mondo? Le rane o gli uomini? Poco importa, soprattutto ai bambini che seguono la storia con molto interesse, ritenendo la Regina delle Rane davvero poco simpatica.

Poi un giorno la regina delle Rane perde la corona nello stagno… e torna a essere una rana come tutte le altre.

Un albo ben fatto, per storia e disegni, capace di descrivere un micromondo in maniera affascinante, poetica, senza mai eccedere in similitudini ed eventi troppo complicati. Ritengo che sia proprio la semplicità a creare la meraviglia di questa storia, semplicità e coerenza.

I bambini esultano, perché amano le rane e una Regina non ce la vedono proprio. Gli adulti sorridono, perché il confronto è evidente e nessuno vuole sentirsi una qualunque rana nello stagno, ma non sempre basta una corona per fare la differenza.

Dati del libro

Davide Calì e Marco Somà
La regina delle rane non può bagnarsi i piedi
Kite, 2013
pp. 40

C’era una volta… Amiamo le storie che iniziano così, perché quel «c’era» ci permette di immaginare che potrebbe esserci ancora «una volta». C’era. E oggi? Non ne siamo certi, ma mai dire mai. Inizia proprio con il classico «C’era una volta» uno degli albi più famosi di Davide Calì, con illustrazioni di Marco Somà: La regina delle rane non può bagnarsi i piedi, Kite edizioni. Ed è proprio quella frase così conosciuta che attira da subito l’attenzione del lettore. La frase e le rane. Perché le rane stanno simpatiche a tutti, ma anche le rane hanno problemi di re e…

In sintesi

Leggibilità
Storia
Illustrazioni
Prezzo

Attuale

Conclusione : Un albo che si fa amare per storia e capacità di coinvolgere anche gli adulti.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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