Mark Janssen, Niente di speciale
Mark Janssen, Niente di speciale

Niente di speciale di Mark Janssen: quando il non far nulla nasconde un segreto

Un albo dedicato alla libertà di annoiarsi! Finalmente. Questo il mio pensiero quando mi è capitato tra le mani Niente di speciale di Mark Janssen (Lemniscaat 2017).

Dobbiamo ammetterlo: i nostri bambini sono troppo impegnati, stiamo togliendo loro il giusto tempo per annoiarsi, giocare e fantasticare. A furia di corsi di nuoto, danza, musica, inglese, riempiamo le loro giornate di attività, ai nostri occhi utilissimi e certamente, quando prese in piccole dosi, indispensabili per la crescita, ma e il gioco? La fantasia? Quella noia semplice e unica, cullata dal calore estivo, che solo il fare cose normali può dare, che fine ha fatto?

Niente di speciale

Mark Janssen, Niente di speciale

Niente di speciale presenta tavole semplicemente bellissime, capaci di far sorridere tutti, grandi e bambini. Sara e Nico si incontrano, sono due bambini apparentemente annoiati, si raccontano le loro giornate. Anche se, dicono, alla fine non hanno fatto niente di speciale.

Hanno «solo» fatto verticali sopra la testa di una bellissima tigre, nuotato assieme a colorati pesci, riposato sul muso di un simpatico coccodrillo, raccolto una mela aiutati da improponibili elefanti, indossato buffi cappelli e fischiettato una canzone in compagnia di tanti uccelli colorati. Niente di speciale, appunto.

Decidono così di darsi appuntamento per l’indomani. Fare niente di speciale assieme è sicuramente molto interessante.

Perché ci piace il libro

Niente di speciale è una storia molto colorata e vivace per i bambini e contemporaneamente una lezione per i genitori troppo concentrati nel far fare cose ai figli.

I bambini si divertono con due mollette, rincorrono le lucertole, e inventano storie incredibili anche con due piccoli sassolini. Dobbiamo imparare da loro: il diritto alla noia è sacrosanto, e comunque quando sembrano annoiati magari stanno immaginando un mondo fantastico e colorato, un modo tutto per loro che noi grandi possiamo solo immaginare sbirciando i loro sorrisi.

Un albo dedicato alla libertà di annoiarsi! Finalmente. Questo il mio pensiero quando mi è capitato tra le mani Niente di speciale di Mark Janssen (Lemniscaat 2017). Dobbiamo ammetterlo: i nostri bambini sono troppo impegnati, stiamo togliendo loro il giusto tempo per annoiarsi, giocare e fantasticare. A furia di corsi di nuoto, danza, musica, inglese, riempiamo le loro giornate di attività, ai nostri occhi utilissimi e certamente, quando prese in piccole dosi, indispensabili per la crescita, ma e il gioco? La fantasia? Quella noia semplice e unica, cullata dal calore estivo, che solo il fare cose normali può dare, che fine…

Score

Leggibilità
Storia
Illustrazioni
Prezzo

Prezioso

Conclusione : Una lezione per tutta la famiglia: evviva la noia!

Voto Utenti : 4.55 ( 2 voti)

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

x

Check Also

L'accademia del bene e del male

L’accademia del bene e del male, una bella storia che però sa già di visto

Scopri la serie L'accademia del bene e del male scritta da Soman Chainani che sebbene parta da una buona idea poi si perde nella storia.

Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà

Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà

Scopri la Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà in cui Luis Sepúlveda narra la storia del cane Aufman fedele ai mapuche.