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L'invenzione che ho inventato
Una delle tavole del libro «L'invenzione che ho inventato»

L’invenzione che ho inventato, di Alice Montagnini

I bambini inventano invenzioni ogni giorno, e sono proprio bravi. Spesso però trovano una difficoltà: i grandi proprio non capiscono il loro genio. Poveri adulti così presi dalle loro mille attività, sempre di fretta o semplicemente con poca, pochissima, immaginazione! Si perdono delle meraviglie e nemmeno lo sanno! L’invenzione che ho inventato di Alice Montagnini, con illustrazioni di Rebecca Serchi (Edizioni Storie Cucite), racconta proprio quel genio incredibile dei bambini e quella incapacità degli adulti: a quanto pare sintonizzarsi, con i geni, è un’impresa quasi impossibile.

L’invenzione che ho inventato ha vinto il primo premio sezione studenti della 14a edizione del Concorso Internazionale per l’albo illustrato inedito «Città di Schwanenstadt – Sulle ali delle farfalle e dei cigni», e lasciatemelo scrivere: si è davvero meritato questo premio.

Una bella storia, non occorre ricamarci molto, perché questo albo è semplicemente bello. L’autrice ha colto un dettaglio, probabilmente ha assistito a un fatto simile, e da quel particolare ha realizzato una piccola verità di tutti i giorni. Le illustrazioni accompagnano il protagonista Tommaso, descrivendolo immerso nel suo ambiente quotidiano o cogliendo qualche piccolo frammento di realtà, riuscendo a far immedesimare chi legge in ogni tavola.

Il libro «L’invenzione che ho inventato»

L'invenzione che ho inventato

Copertina del libro «L’invenzione che ho inventato»

Tommaso è un bambino genio, oh sì! La sua amica Clara è una genia, ma questa è un’altra storia… Tommaso, scrivevo, ha un’idea grandiosa, la pensa e subito la disegna: stupenda!

Ma il papà non capisce il suo progetto, inoltre è di fretta. Anche la mamma ha da ridire: quella torre disegnata da Tommaso non va proprio bene e lei è un architetto, lei sa bene come si fanno le torri; inoltre le suona il telefono. Anche il postino non capisce, e la nonna proprio non sa da che parte guardare. Nemmeno la maestra coglie il significato di questa strana casa. Tommaso sconsolato butta via il disegno, ma per fortuna Clara lo riprende… lei sì che ha capito finalmente!

I bambini si capiscono tra loro? Probabilmente sì! Certo è che noi adulti a volte non ci proviamo nemmeno a cercare di comprendo, o almeno a provare a chiedere. Mio figlio ha tre anni e fa degli scarabocchi bellissimi, ma se gli chiedi cosa ha disegnato le risposte spiazzano: un drago! Un occhio! Un supereroe! Lo vede solo lui o sono io che non riesco a cogliere la sua arte? Sospetto la seconda.

L’invenzione che ho inventato è presentato in doppia edizione: alfabetica (italiano) e Inbook (simboli). La casa editrice Storie cucite è convinta che «la lettura debba essere alla portata di Tutti e per Tutti». E ne sono convinta anch’io.

I bambini inventano invenzioni ogni giorno, e sono proprio bravi. Spesso però trovano una difficoltà: i grandi proprio non capiscono il loro genio. Poveri adulti così presi dalle loro mille attività, sempre di fretta o semplicemente con poca, pochissima, immaginazione! Si perdono delle meraviglie e nemmeno lo sanno! L'invenzione che ho inventato di Alice Montagnini, con illustrazioni di Rebecca Serchi (Edizioni Storie Cucite), racconta proprio quel genio incredibile dei bambini e quella incapacità degli adulti: a quanto pare sintonizzarsi, con i geni, è un'impresa quasi impossibile. L'invenzione che ho inventato ha vinto il primo premio sezione studenti della 14a edizione del…

In sintesi

Leggibilità
Storia
Illustrazioni
Prezzo

Illuminante!

Conclusione : La creatività dei bambini non è complicata, siamo noi adulti i difficili...

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l’attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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