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Perché leggere libri ai bambini
Perché leggere libri ai bambini

Perché leggere libri ai bambini

Sono molte le motivazione psicologiche e mediche a sostegno del benessere del leggere libri ai bambini, ma prima di elencare i pregi di questa sana abitudine vorrei sottolineare che leggere ai bambini è, anche, divertente. È divertente vederli attentissimi mentre ascoltano, è divertente perché ti interrompono per le domande più folli e intelligenti: «Ma perché Cappuccetto rosso è rosso?», «Ma è morto per davvero?», «Ma perché quel cane parla?», «Ma perché lo chiama bambino nero se è marrone?» . È divertente perché ti mettono alla prova, ti sfidano, ti ascoltano, e ti criticano se non leggi con trasporto la loro storia preferita. Si arrabbiano se ti distrai perché suona il telefono! Quello è il momento dedicato a loro, solo a loro, non si accettano distrazioni!

Premesso questo aspetto, a mio avviso fondamentale, andiamo a vedere perché leggere ai bambini è sano, utile e in assoluto una attività da fare almeno una volta al giorno.

Perché leggere libri ai bambini?

Ovviamente leggere ad alta voce sviluppa le capacità di ascolto del bambino, le capacità di attenzione e anche la fantasia. L’ascolto infatti permette di immaginare la favola, il drago, il principe e il ranocchio. Le illustrazioni a volte aiutano, ma il lavoro più duro e impegnativo lo fa il bambino nella sua testa.

Se il punto di vista educativo e pedagogico non vi ha convinti allora vi presento anche le motivazioni della scienza. Queste attività, ascolto e immaginazione, stimolano i bambini a svolgere un nuovo compito, ovviamente non imposto e non dichiarato. Lo stimolo aumenta la sopravvivenza dei neuroni, più il compito è difficile più aumentano i neuroni. In sintesi, lo sviluppo dell’intelligenza del bambino è un affare che riguarda tutti noi adulti. Non solo, lo sviluppo dei neuroni avviene già nei primi giorni di vita.

Leggere ad alta voce sviluppa le capacità cognitive che, semplificando, assieme allo sviluppo emotivo e affettivo, sono il centro dell’intelligenza del bambino.

Ricordiamo che Jean Piaget sottolinea come lo sviluppo cognitivo del bambino derivi dall’interazione con la realtà circostante, grazie alla quale si verifica una trasformazione in termini di acquisizione di informazioni utili alla conoscenza pratica.

Lo sviluppo affettivo e emotivo lo possiamo riassumere come capacità di affrontare le paure: leggere ad alta voce aiuta a cacciare i mostri da sotto il letto, dare una forma e un pensiero a quelle paure forti e destabilizzanti tipiche di ogni bambino. Aiuta a capire che il Lupo non è solo cattivo, che il buio ha sempre un angolo di luce, che mamma e papà non scappano e se per qualche, raro, motivo se ne vanno, nessuno mai lascerà da solo un bambino.

Leggere libri ai bambini stimola l’immaginazione. Provate a leggere una favola e a lasciare un finale aperto: resterete stupiti dalle diverse interpretazioni e soluzioni che i bambini sanno inventare.

Foto | Unsplash

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l’attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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