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Topo Tip
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A cosa è dovuto il successo di Topo Tip?

Qualunque sia la libreria che siete soliti visitare, sicuramente avrete incrociato il famosissimo Topo Tip. E se non frequentate librerie o biblioteche (accade anche questo), vi sarà comunque capitato di incrociarlo in televisione. Questo per sottolineare quanto sia famoso.

Eppure Topo Tip non vanta anni e anni di carriera. Nasce infatti nel 2003 e arriva in televisione nel 2014, ma nonostante la giovane età è tradotto in 32 lingue e affascina i più piccoli. Perché? Perché questo ennesimo topo – ricordiamo il già citato Geronimo Stilton – piace così tanto?

In realtà credo che la risposta sia molto semplice. Topo Tip piace ai bambini, circa 3 – 4 anni, perché fa esattamente come loro: fa i capricci, si lava i dentini, non vuole andare a letto, ama le storie, gioca, disegna, ha paura, dice le bugie (quelle buone però).

Topo Tip non fa la nanna

Prendiamo ad esempio Topo Tip non fa la nanna, ultimo acquisto del piccolo di casa. La storia è molto semplice e lineare: Topo Tip finisce di cenare e deve prepararsi per andare a letto, quindi si mette il pigiama, si lava i dentini, vuole la storia della buona notte, vuole le coccole. A un certo punto la mamma ripete per l’ennesima volte che è ora di dormire. Topo Tip si alza, ha sete, parla con il suo pupazzo, sogna…

E cosa fa Luca, il mio piccolo, prima di andare a letto?

Si mette il pigiama, si lava i dentini, beve l’acqua, vuole il massaggino, la storia e di nuovo l’acqua, poi ci chiama perché ha sentito un rumore. E poi: «Dov’è finita la Mella?» (il suo pupazzo). «Mamma! Ti devo dire una cosa!»

La routine non è semplicemente simile, è identica. Ovvio. Tanto identica da far ridere Luca, proprio perché si riconosce: capisce che il personaggio del nuovo libro si comporta come lui.

Quindi la storia è divertente.

Per questo quando un bambino piccolo sta affrontando un momento particolare – un nuovo fratellino, il pannolino, il distacco – o fatica ad accettare una qualsiasi piccola novità, suggerisco un bell’albo capace di affrontare la questione dal suo stesso punto di vista. Rispecchiarsi nel personaggio di una storia aiuta a comprendere il cambiamento.

 

Foto | Wikipedia

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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