Hank Zipzer

Su il sipario, giù i calzoni: Henry Winkler e Lin Oliver raccontano una nuova storia di Hank Zipzer

A volte ci concentriamo troppo sul risultato finale, tanto da trascurare completamente il percorso che ci ha portato fino a quel punto. Capita spesso a scuola: quel benedetto voto mette ansia solo con la sua presenza. Certo i bravissimi non hanno di questi problemi; ma chi annaspa, inciampa o è semplicemente insicuro prova sentimenti davvero contrastanti nei confronti dei voti. Sentimenti che vanno dal terrore puro, all’ansia incontrollabile al sollievo.

La scuola italiana ci sta provando a rendere l’impatto del voto meno traumatico, ma… sostituire il 6 con “base” e il 10 con “avanzato” non ha risolto un granché. I bambini e le bambine hanno capito benissimo il giochino, e se prima erano terrorizzati dal 5 oggi sono terrorizzati da “in via di prima acquisizione” (a onor del vero la nuova valutazione se utilizzata con criterio dovrebbe aiutare proprio ad andare oltre il voto, ma come sappiamo non sempre è così).

Hank Zipzer. Su il sipario, giù i calzoni!

Hank Zipzer
Henry Winkler e Lin Olivero, Hank Zipzer. Su il sipario, giù i calzoni!

E se anche voi siete alle prese con emozioni, paure e recuperi vari Hank Zipzer. Su il sipario, giù i calzoni, di Henry Winkler (cioè Fonzie, nome che a molti di noi adulti dirà tanto) e Lin Oliver (traduzione di Sante Bandirali, illustrazioni di Giulia Orecchia, Uovonero edizioni), assicura divertimento perché è dissacrante, capace di catturare risate e anche di far riflettere, di insegnare e far amare la lettura. Come ci riesce? Semplicemente raccontando una storia che potrebbe capitare a qualunque studente, perché così come succede di andare male in matematica, capita anche di non riuscire a rilassarsi, o di dover affrontare nuove sfide, e Hank riesce con un ritmo incalzante a farci sorridere, di tutto.

Hank Zipzer. Su il sipario, giù i calzoni è l’undicesimo volume della serie Hank Zipzer il Superdisastro. Hank è dislessico, distratto, disordinato, va male a scuola… ma tranquilli Hank ha anche tante, tantissime qualità! Solo a volte faticano a emergere, e altre siamo noi adulti a non saperle vedere. Quindi potremmo sostenere che anche gli adulti sono spesso distratti, e se devo proprio dirla tutta in questo libro il personaggio più distratto in assoluto è il papà di Hank!

Hank Zipzer e la matematica

Ma andiamo con ordine. La dottoressa Berger, psicologa della scuola, ha appena comunicato ad Hank che dovrà sostenere un programma di educazione tra pari. In estrema sintesi Hank non eccelle in matematica –  all’ultima verifica ha preso 3 e qualcosa – quindi per aiutarlo la scuola ha deciso di affiancargli una compagna di classe super brava in tutto: Heather Payne. E, nonostante le tante proteste, Hank non trova scappatoie.

Ho scoperto che quando gli adulti, anche una in gamba come la dottoressa Berger, ti dicono di tenere la mente aperta non c’è nient’altro da dire. Qualsiasi cosa tu dica sembrerà come se la tua mente fosse chiusa, come se fosse andata a pesca, sprangata. Allora ho fatto alla dottoressa Berger il mio miglior sorriso Zipzer, quello che dice “Per adesso hai vinto, ma il vero Hank tornerà con uno straordinario piano B”. Poi ho lasciato il suo ufficio arancione zucca, cercando di avere un’andatura molleggiata. Mio nonno, Papà Pete, dice che è importante avere un’andatura molleggiata quando dentro ti senti smolleggiato.

In realtà Hank scoprirà che Heather non è poi così male, e anche se prova a sfuggirle in tutti modi, le sarà davvero utile per capire le divisioni lunghe e per poter partecipare alla rappresentazione teatrale della scuola!

Il talento dell’improvvisazione

Già, perché Hank ha un talento mai dimostrato, nel senso che, come accennavo prima, erano tutti troppo distratti per accorgersene: Hank è bravissimo nell’improvvisazione. Così anche se fatica a leggere e memorizzare le battute, e anche se dovesse succedere qualcosa di incredibile come perdere i pantaloni sul palco… Hank sa improvvisare. Non solo: riesce anche insegnare le tecniche di rilassamento a chi proprio non sa lasciarsi andare come a Heather!

Ho abbassato per un attimo lo sguardo sul copione in cerca di una risposta, ma le parole hanno cominciato a essere sfocate appena prima dei miei occhi. Potevo scegliere. Potevo andare nel panico oppure fare quello che ho fatto.
Mi sono messo le mani sui fianchi, mi sono allungato in tutta la mia altezza, che non è una grande altezza, ma era il meglio che potevo fare. Ho guardato la signora Crock dritta negli occhi e ho parlato.
«Osserva questi piedi» ho detto. «Sono piedi regali e sanno tutto quello che Sua Altezza deve sapere».

I risultati non mancano

E non è finita. Hank riesce anche a prendere 8 e mezzo in matematica! Un genio! Ma non tutti sembrano apprezzare…

Cari genitori, portare a casa un voto migliore del solito è un fatto da festeggiare, sempre. Non contano le vostre aspettative o pretese, conta solo il risultato: MEGLIO DEL SOLITO.

«Ora, papà, sono felice di dirti che sono schizzato in alto nella scala di valutazione. Sono andato molto meglio del solito».
«Hank, quanto hai preso?»
Ho usato il tavolo come un tamburo, e ho fatto una rullata usando la punta delle dita. Era la cosa piú simile a un ta-da che mi è riuscito di fare.
«Ho preso un grande, gigantesco, mai avuto prima, otto e mezzo! Riesci a crederci, papà? Io no».
Okay, devo ammettere che c’è stato un silenzio. Un silenzio abbastanza lungo. Ma non mi sono scoraggiato, perché pensavo che probabilmente stava pensando al modo migliore di congratularsi con me per il mio grande miglioramento. Così sono rimasto in silenzio e ho lasciato che fosse lui a parlare per primo.
«Otto e mezzo non era il nostro patto, Hank».

Un racconto che insegna molto, a tutti

Una storia ricca di colpi di scena e di spunti per riflettere assieme sulla scuola, l’insegnamento e l’apprendimento, sui voti e sulle paure che spesso questi accompagnano, sul fatto che la scuola dovrebbe valorizzare i talenti non distruggere i sogni e che no, non è vero che la scuola è prima di tutto: la scuola è parte di un tutto molto più ampio, un tutto che ci permette di crescere e comprendere il mondo, anche se non sempre riusciamo a risolvere le divisioni lunghe.

Infine, la scuola è fatta di persone, e alcune persone rendono la scuola un luogo meraviglioso dove crescere.

A volte ci concentriamo troppo sul risultato finale, tanto da trascurare completamente il percorso che ci ha portato fino a quel punto. Capita spesso a scuola: quel benedetto voto mette ansia solo con la sua presenza. Certo i bravissimi non hanno di questi problemi; ma chi annaspa, inciampa o è semplicemente insicuro prova sentimenti davvero contrastanti nei confronti dei voti. Sentimenti che vanno dal terrore puro, all’ansia incontrollabile al sollievo. La scuola italiana ci sta provando a rendere l’impatto del voto meno traumatico, ma… sostituire il 6 con “base” e il 10 con “avanzato” non ha risolto un granché. I…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
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Da leggere

Conclusione : Una storia divertente capace di ridare fiducia a ogni talento, per riflettere sui voti, sull’impegno e sulla scuola

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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