Elise e il cane di seconda mano

Bjarne Reuter racconta la storia di Elise e il cane di seconda mano

Credo che ogni famiglia deve, per volontà superiore, attraversare, prima o poi, quel momento insindacabile del voglio un cane/gatto/pesce ecc. Ci sono famiglie che cedono immediatamente, probabilmente perché già lo aspettavano con ansia, e altre che per mille ragioni attraverseranno giornate, se non anni, di calvario indescrivibile. Vuoi perché non si può (tenere un Alano in un mini appartamento converrete anche voi che non è un’impresa semplice) vuoi perché si è allergici o si è spesso in viaggio. I motivi che portano i genitori a prendere tempo possono essere diversi.

Qui hanno iniziato a scegliere il nome di un cane che ancora non si è presentato alla porta (ma siamo tutti abbastanza consapevoli, il papà meno, che prima o poi arriverà) quindi passiamo da Sheldon a Einstein, fino ad arrivare a Fulmine. La tartaruga si chiama Candelina, quindi immagino che per il nome riusciranno a stupirmi.

Il momento del cane o del gatto è fondamentale: da un lato i bambini desiderano un animale per compagnia, amicizia, curiosità; dall’altro i genitori, già sommersi da mille e una responsabilità, si vedono con un figlio in una mano, il cane nell’altra coperti di melma a correre sotto la pioggia verso orizzonti indefiniti. E quindi prendono tempo.

Elise e il cane di seconda mano

Elise e il cane di seconda mano
Bjarne Reuter, Elise e il cane di seconda mano

Elise, la protagonista del romanzo Elise e il cane di seconda mano di Bjarne Reuter (Illustrazioni di Kirsten Raagaard, traduzione di Eva Valvo, Iperborea, candidato al premio Strega ragazzi e ragazze 2021, categoria 8 +), non ha tempo da perdere. Lei ha deciso che vuole un cane, e non si fa distrarre da nessuno. Nemmeno dalle stelle:

Saturno, Marte e Plutone erano tanto misteriosi quanto il resto dello spazio. Elise rispose che voleva un cane.

“Un cane?” disse il papà. “Pensavo che stessimo parlando delle stelle”.

O da altri impedimenti pratici

“Può stare in camera mia, tu non lo vedrai nemmeno. Papà, te lo giuro sulla tomba del bisnonno”.

“Il bisnonno è vivo e vegeto”.

Elise è una bambina davvero straordinaria, piena di fantasia e di vita, così non ci mette molto a convincere suo papà ad andare a vedere un cane. Il papà, uomo ingenuo, acconsente, perché vedere non è comprare (quante volte ci siete cascati anche voi?). Così in un negozio di seconda mano, trovano un cane di seconda mano, Gasometro. Un cane bruttarello, piccolino, strabico. Ma Elise non ha dubbi: eccolo, è lui il suo cane. Però, bisogna dargli un nome serio.

“È stato un tragico incidente stradale”, rispose l’uomo con aria grave. ‘Come vedi, ha al collo una targhetta con scritto ‘Gasometro’, perché è lì che è successo. Credo sia stato investito da un’autobetoniera”.

Il papà disse che più che un incrocio canino gli sembrava un incrocio stradale. Elise chiese se poteva entrare nella gabbia per accarezzarlo.

Elise e il cane di seconda mano

La storia di Elise

Un passo indietro è doveroso. Elise è una bambina felice, vive a Copenaghen con il papà musicista. La mamma sta costruendo un ponte nella foresta pluviale in Brasile, e dato che non si può costruire un ponte da un giorno all’altro è lontana da diversi mesi. Ma telefona spesso.

Elise è sommersa dalle emozioni, ma tutto sommato le sa gestire in maniera intraprendente e se la sa cavare molto bene. Ha una serie di buffi parenti che completano le sue giornate donandole tantissimo amore ma soprattutto tanto, ma proprio tanto, divertimento: un bisnonno che si traveste da mummia per Halloween… non so voi, ma io non l’ho mai visto.

Un cane molto particolare

Tornando al cane, alla fine Elise decide di chiamarlo Principe Valiant il Grande. Nonostante l’aspetto “usato” ha deciso che merita un nome importante e un battesimo, ma in mancanza di acqua santa va dalla vicina a chiedere acqua profumata e se ne torna con un qualcosa di alcolico.

“Dicono che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Non sono sicura al cento per cento di cosa sia l’anima, ma credo che c’entri con chi siamo veramente. Sto cercando una scintilla dell’intelligenza innata in tanti cani ma, a parte il fatto che con l’occhio destro guardi da una parte e con il sinistro dall’altra, non vedo il minimo segno di intelligenza. Mi sembra di guardare negli occhi un criceto”.

Le passò per la mente un pensiero terribile. E se invece di un cane avessero in realtà comprato un criceto? Si sarebbe spiegato anche perché non dava la zampa.

Ma, il cane parla.

Davvero.

Tanto da correggere Elise per sottolineare che il suo nome è McAduddi.

Possibile?

“Quindi rifiuti di chiamarti Principe Valiant e sostieni di chiamarti McAduddi?”

“O semplicemente Duddi. Domanda numero uno: sai dire Duddi?” chiese il cane.

“Sì, va bene. Adesso non prenderti troppa confidenza”.

Non ho nessuna intenzione di svelarvi il finale di questo romanzo, o di approfondire se il cane parla per davvero o meno, anche perché questo dettaglio alla fine della storia è poco importante. Importante è Elise, la sua passione, le sue emozioni, la sua famiglia, e il suo cane, che certo non è una bellezza, ma è davvero un super cane!

Premio Strega ragazzi e ragazze 2021

Su Libri e bambini presentiamo i testi in gara per il Premio Strega ragazzi e ragazze 2021.

Miglior libro d’esordio

Categoria 6+

Categoria 8+

Categoria 11+

Credo che ogni famiglia deve, per volontà superiore, attraversare, prima o poi, quel momento insindacabile del voglio un cane/gatto/pesce ecc. Ci sono famiglie che cedono immediatamente, probabilmente perché già lo aspettavano con ansia, e altre che per mille ragioni attraverseranno giornate, se non anni, di calvario indescrivibile. Vuoi perché non si può (tenere un Alano in un mini appartamento converrete anche voi che non è un’impresa semplice) vuoi perché si è allergici o si è spesso in viaggio. I motivi che portano i genitori a prendere tempo possono essere diversi. Qui hanno iniziato a scegliere il nome di un cane…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Da leggere

Conclusione : Un romanzo originale, scritto benissimo e capace di strappare tante risate, nonostante la profonda riflessione nascosta. Un piccolo capolavoro da custodire e leggere con attenzione.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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