slime

David Walliams racconta la storia di Ned e dello slime

Quando ho scoperto lo slime e l’ho afferrato per la prima volta la mia reazione istantanea è stata: bleah che schifo!!! Viscido, unto. Una schifezza incredibile. Ma, come ogni oggetto schifoso che si rispetti, anche lo slime è molto amato dai bambini. Così amato che un romanzo a lui dedicato non dovrebbe stupirci poi molto.

Ma come è fatto un romanzo dedicato allo slime? Divertente, molto divertente. E viscido.

David Walliams e lo Slime

Slime
David Walliams, Slime

Slime di David Walliams (illustrazioni di Tony Ross, traduzione di Angela Ragusa, Harper Collins) è un concentrato di simpatia e schifezza: gli ingredienti giusti per piacere ai giovani lettori.

Ned è un bambino molto sfortunato, sfortunatissimo, ma non perché è sulla sedia a rotelle, questa semmai è una sua caratteristica. È sfortunatissimo perché vive in un’isola, l’isola di Kakken, dove tutti, ma proprio tutti, odiano i bambini. Dal preside ai professori, dall’insegnante di piano ai venditori di giocattoli, dal gelataio alla zia di Ned che abita in un castello e ama i gatti (ne ha ben 101), ma odia i bambini.

Ma Ned è ancora più sfortunato perché ha una sorella super dispettosa, scorbutica e antipatica che vive solo per fargli dispetti. Questa storia parte proprio da uno scherzo terribile di Jemima, terribile, schifoso, improbabile. Bleah.

Gli improbabili barattoli di Jemina

Da sempre Jemima raccoglie le cose più schife del mondo e le conserva in barattoli che dissemina per casa. Li nasconde a Ned perché nel suo piano diabolico è proprio Ned il destinatario di quegli improbabili contenuti.

Jemima andava matta per le cose più SCHIFIDE del mondo. Non solo ragni e vermi, ma qualunque cosa VISCIDOSA, e aveva nascosto barattoli pieni di schifezze per tutta la casa.

Cose trovate sotto i sassi. O sul fondo degli stagni. O acquattate nello scarico.

Jemima raccattava e imbarattolava qualsiasi robaccia. Col tempo aveva collezionato centinaia e centinaia di barattoli pieni di schifidume d’ogni tipo, e su ciascuno aveva appiccicato un’etichetta per ricordarsi cosa conteneva.

L’arguzia di Ned

Ned scopre l’inganno, prende tutti i barattoli, li svuota nella vasca da bagno e…

Jemima faceva il bagno tutte le mattine (a parte il compleanno di Ned. Sveglia, ragazzi!).

Perciò Ned le avrebbe fatto ESATTAMENTE quello che lei aveva intenzione di fare a lui. Il Bagno Nefasto!

Zitto zitto, radunò tutti i barattoli di schifidume che c’erano in casa e li portò nel bagno.

Una volta al sicuro là dentro, chiuse la porta a chiave.

C L I C !

Non voleva che Jemima lo sorprendesse prima che il Bagno Nefasto fosse pronto ad accoglierla.

“Ah! Ah!” ridacchiò tra sé. Fuori era ancora buio, ma l’alba era vicina e gli uccelli cominciavano a cinguettare.

“ C I P ! C I P ! C I P ! ”

Aprì a uno a uno i barattoli di schifezze e li svuotò nella vasca.

Slime, una storia che conquista

Slime è la storia di Ned ma è anche la storia della creazione dello Slime, e di come gli adulti dell’isola di Kakken alla fine hanno trovato pane per i loro denti, o meglio schifezze!

Divertente e originale, Slime conquista per ritmo e capacità di parlare direttamente ai bambini, alle loro paure e ai loro sogni.

Perché, ammettiamolo, ai bambini le schifezze in ogni forma, odore e colore, piacciono. Sempre.

Ottima lettura per tutti, consigliato!

Quando ho scoperto lo slime e l’ho afferrato per la prima volta la mia reazione istantanea è stata: bleah che schifo!!! Viscido, unto. Una schifezza incredibile. Ma, come ogni oggetto schifoso che si rispetti, anche lo slime è molto amato dai bambini. Così amato che un romanzo a lui dedicato non dovrebbe stupirci poi molto. Ma come è fatto un romanzo dedicato allo slime? Divertente, molto divertente. E viscido. David Walliams e lo Slime David Walliams, Slime Slime di David Walliams (illustrazioni di Tony Ross, traduzione di Angela Ragusa, Harper Collins) è un concentrato di simpatia e schifezza: gli ingredienti…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Divertente!

Conclusione : Un romanzo illustrato spassoso come pochi, capace di raccontare di caccole e altre amenità facendo ridere a crepapelle dalla prima all’ultima parola.

Voto Utenti : 0.73 ( 1 voti)

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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