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Geronimo Stilton
Geronimo Stilton: perché ci piacciono le sue storie

Perché ci piace Geronimo Stilton

Partiamo con una verità assoluta: Geronimo Stilton piace molto, moltissimo, ai bambini. Questo è appurato. Ma oggi volevo soffermarmi sul perché dovrebbe piacere anche a noi adulti, che troppo spesso tendiamo a storcere il naso di fronte alle novità letterarie continuando a preferire i romanzi del passato. Siamo dei brontoloni, noi adulti, anche questo è un fatto. Non a caso quando sul web compaiono le liste di romanzi per bambini/ragazzi sembra che la letteratura si sia fermata a Il buio oltre la siepe, o a Piccole donne. Ma – un ma ci vuole – i ragazzi di oggi non sono gli stessi ragazzi di ieri. La meraviglia di Piccole donne difficilmente potrà conquistare i loro cuori, non perché siano sbagliati o pigri i nostri figli, ma semplicemente perché appartiene a un tempo troppo lontano dal loro. Troppo diverso. Oserei affermare anche troppo serio.

I ragazzi oggi vivono le giornate circondati da mille stimoli e attività: giusto o sbagliato che sia, non è questa la sede per discuterne, è un altro fatto appurato. Credo sia normale cercare romanzi che si adattino ai loro gusti, e per fortuna oggi ce ne sono molti e diversi, tanto da accontentare tutti i gusti. Sta a noi adulti però aiutarli a trovare la giusta strada, non accontentiamoci del semplice: «non mi piace leggere». A tutti i bambini piacciono le storie, dobbiamo semplicemente cercare quella giusta.

Le storie Geronimo Stilton

Ma torniamo al nostro topo. Già perché la prima critica è: sempre un topo? Ora vorrei far notare che oramai gli animali sono stati tutti utilizzati da libri, fumetti e cartoni animati, se non era un topo ma un coniglio probabilmente avrebbe richiamato alla memoria altri personaggi storici. Inoltre, il topo è da sempre l’animale più «umanizzato», quindi ben venga anche questo topo.

Geronimo Stilton è un giornalista, direttore dell’Eco del roditore, ha una famiglia strampalata, e ogni avventura lo vede protagonista di fatti davvero incredibili. Un cronista di quelli bravi in versione topo: questo è il nostro Stilton. Un po’ brontolone, un po’ imbranato. A tratti comico, ma sempre onesto e animato da buoni sentimenti. Le storie coinvolgono pirati, ladri di formaggio, mummie (i mostri rappresentano il lusso assoluto qui in casa), tesori, e soprattutto tanti incredibili e meravigliosi misteri.

L’aspetto a mio avviso più geniale di questi libri è la grafica: le parole colorate o strane, la capacità di rendere i suoni reali, dettagli che riescono ad attirare l’attenzione e contemporaneamente a spezzare il racconto aiutando così chi sta imparando a leggere e decide di affrontare una storia senza aiuti: «Mamma! Ho letto il libro tutto da sola!!!»

Il tutto spezzato da giochi e approfondimenti: ogni pagina ha almeno un’illustrazione e se per caso non compare un disegno il testo stesso diventa parte visiva del racconto. Storie lunghe, ma non lunghissime, adatte alle prime letture «da soli», ma che divertono anche mamma e papà se decidono di concedere un po’ di tempo alla storia serale.

Perché ci piace Geronimo Stilton

Ecco perché ci piace Geronimo Stilton. Al di là del successo commerciale (a mio avviso meritato), è un prodotto ben fatto, pensato, studiato, mai lasciato al caso. Riesce a conquistare i piccoli lettori proprio perché non delude mai le aspettative. Sa cosa fa ridere i bambini – ad esempio la puzza in ogni sua odorosa presenza – e riesce quindi a creare un’ironia adatta alla loro età. E non cede alla morale: scusatemi ma questo è un punto fondamentale. Geronimo Stilton diverte, insegna senza sottolineare che si tratta di una lezione, e non è perfetto, anzi a volte le combina pure lui. Il bambino legge una bella storia, ride, impara, si diverte… e basta.

Questa sì che è bravura!

Foto | Wikipedia

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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