Vincitore del Premio Andersen 2025, Categoria Miglior Libro oltre i 12 anni, Luvi di Stefan Boonen, illustrazioni di Dieter De Schutter, traduzione di Laura Pignatti (Mondadori), è un romanzo che richiama i grandi classici, pur offrendo uno sguardo contemporaneo e fantasioso.
Spigliato e scorrevole Luvi offre una storia con la S maiuscola e si destreggia tra fantasia e realtà in maniera ammirevole, anche se tempo e luoghi rimangono un mistero tutto da scoprire.
Luvi
Luvi è una bambina, una domestica per la precisione, esattamente come sua nonna e sua mamma.
Quando la nonna muore lei si trova da sola in questa casa di nobili odiosi i Simmer. Per capirci: il nome alla nascita di Luvi era, in realtà, Luisa, ma i Simmer, per capriccio, l’hanno ribattezzata Luvi perché Luisa era il nome di una loro parente e tutto ciò era inaccettabile.
La mamma di Luvi è scappata anni prima, e a lei altro non rimane che scappare a sua volta.
È un pensiero strano, trova Luvi. Che tutti siano stati bambini in una pancia, la nonna, il panettiere, e perfino il signor Simmer. È proprio strano.
Strano e buffo.
Proprio come quel cartello: “Attenzione! Coccodrilli”.
È vicino a un canale con sopra due assi.
Ridacchia e attraversa il ponticello con le braccia aperte. Poi prende il sentiero che passa in un prato. A sinistra e a destra ci sono fili di canne.
In una crepa scorre acqua scura.
La fuga
Inizia così l’avventura di Luvi una bambina molto coraggiosa che durante la sua fuga dai Simmer incontra diversi personaggi. Alcuni in difficoltà come lei – che senza pensarci troppo si ferma ad aiutare – altri davvero strambi come IL COMMISSARIO, ligio uomo di legge un tantino ottuso e solito URLARE in ogni momento.
Ma Luvi incontra anche persone che decidono di prendersi cura di lei, facendole poche domande, semplicemente accogliendola e dandole una casa e affetto.
Un tempo Borgoscuro era il paese meno ospitale di tutto l’entroterra. Con taglialegna senza dita e briganti senza denti. Ogni mattina c’erano mutande sugli alberi e schizzi di sangue sulle finestre. Le feste potevano durare anche sette giorni. C’erano uomini che non si facevano mai il bagno, ragazze che conoscevano mille parolacce (e le usavano anche). I genitori a volte, anzi, diciamo spesso, si dimenticavano dei figli. E a scuola non andava molto meglio. A Borgoscuro, infatti, il maestro faceva anche da panettiere e il poliziotto. A volte rinchiudeva i malviventi nell’Armadio in fondo alla classe.
Il paese era sporco e rumoroso
Fino a quando un vecchio re mise le cose in ordine.
Si dice così. Anche nell’Entroterra dovevano esserci delle leggi. Il re inviò a Borgoscuro una ventina di agenti, fece costruire la Galera e distribuì spazzolini per tutti.
Una storia fuori dal tempo, ma capace di far riflettere e di trasportare ogni lettore, giovane e non, in una dimensione a portata di bambino, per crescere e comprendere.
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I nostri voti
Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo
Ottima lettura
Un bel romanzo, nuovo, dinamico e originale: una storia dalla parte dei bambini










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