Le storie più belle nascono da emozioni, o dettagli, semplici, ne sono davvero convinta. Prendiamo, per, esempio il bellissimo romanzo Troppo lunga di Nikola Huppertz (illustrazioni di Regina Kehn, traduzione di Claudia Valentini, Emons edizioni).

Troppo lunga

La protagonista Magali Weill è una tredicenne. Una normalissima tredicenne alle prese con le prime proteste adolescenziali e i conseguenti smarrimenti genitoriali; una sorella che sembra orribile, ma non lo è proprio per niente, le prime cotta, poche amicizie – perché di amiche che la chiamano solo per farsi passare i compiti non ne ha bisogno. Insomma, normale scrivevo. Se non fosse che Magali è davvero tanto, ma proprio tanto alta. Oltre 1.80 più verso 1.86.

Un dettaglio, una caratteristica che certo rendono la unica, ma che, in un modo o nell’altro, in realtà riguarda tantissimi ragazzi e ragazze: chi è alto, chi basso, chi magro, chi troppo biondo chi troppo moro… Alla fine quello che accade in questa età è una riorganizzazione totale, anche fisica, che lascia tutti perplessi, compresi i protagonisti del cambiamento.

Tra brufoli, altezza e peli la vita scorre.

E Magali è proprio questo che vuole capire: come si fa a vivere davvero?

Tra 13 e 98 anni

Lo vuole sapere mentre il suo vicino di casa, un anziano signore di 98 anni, ha deciso di morire. Lo ha deciso così, esattamente come quando noi decidiamo di andare a prendere un gelato. Del resto, come ci fa giustamente notare Magali, a 98 anni certe cose le senti, per davvero.

Come faccio a sapere che Albert sta per morire: ha 98 anni.
Lui stesso dice che sta per morire.
Ha 98 anni.
Mi dice che deve sforzarsi di andare a correre, quando saranno almeno ottant’anni che lo fa regolarmente e volentieri. E il giorno dopo di punto in bianco non va più a correre.
Ha 98 anni.
Ha 98 anni!
Ha 98 anni!!
Non c’è bisogno di avere più di tredici anni o di essere stata baciata per capire che basta questo.

Magali è una tredicenne molto sveglia. Ama il cane dei vicini – vicini che hanno talmente tanti figli da gestire che semplicemente non vedono lora di vederla comparire alla loro porta e offrirle il loro amato husky Snow, come ricompensa alla vita.

Così tra il desiderio di venire baciata, la difficile convivenza con la propria altezza, un nuovo amico, il nipote del vecchio signor Albert e il buon amico Snow, Magali ci racconta le sue vacanze di Pasqua, la sua preadolescenza e la sua lettera a un filosofo al quale ovviamente ha chiesto come si fa a vivere davvero…

Un romanzo che fa sentire meno soli

Una storia davvero piacevole proprio perché scritta bene, con qualche colpo di scena, ma che in realtà fa riflettere su quanto sia sensazionale la vita. Perché i protagonisti di questo romanzo sono normali, normalissimi (altezza a parte!) e riescono con le loro interazioni e momenti medio folli a rendere unica la loro vita e la nostra lettura.

Un romanzo che consiglio perché aiuta a sentirsi meno soli e affronta anche molte tematiche importanti con una vivacità e consapevolezze uniche. Come unica e favolosa è la sua protagonista.

Disclaimer. Su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e bambini ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

I nostri voti

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Piacevole

Un romanzo dove la diversità rimane e la normalità evolve per scopre la vita in ogni sua meravigliosa sfaccettatura

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Avatar Anna Fogarolo

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