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Noi siamo la Belinda! La storia di una outsider e della sua passione per il calcio

Lo sport è determinante nella vita di bambini, bambine e adolescenti. Lasciamo da parte le vette dei migliori, medaglie e coppe, ma concentriamoci sul valore dello sport da un punto di vista salutare, sociale ed educativo: ineguagliabile.

Eppure, tendenzialmente sottovalutiamo questo dettaglio.

Aggiungo che lo sport è fondamentale anche durante l’adolescenza, non solo per i motivi sopra citati, che comunque già da soli dovrebbero farci riflettere, ma anche perché nel corso la pratica sportiva aumenta la dopamina… e gli adolescenti fanno di tutto per aumentarla! Davvero di tutto. Meglio farli correre.

Tornando al libro di oggi, è evidente che Patrizia Fortunati conosce bene il valore dello sport e per fare giungere ovunque questo importante concetto il suo ultimo libro, Noi siamo la Belinda! (illustrazioni di Arianna Bellucci, Giunti edizioni), scomoda addirittura il calcio. Lo sport degli sport. Anche se in maniera un tantino differente dal solito…

Noi siamo la Belinda!

Gioconda è una bambina bassa, paffutella e, sentendo come la chiamano i bulli della scuola – Gioconda tutta tonda – , preferisce farsi chiamare Gio (anche per altri motivi che non intendo svelare). Lo pretende altrimenti ti infila un rospo nelle mutande!

Gio non va molto per il sottile. Sa perfettamente cosa vuole e cosa non vuole nella vita. Ad esempio, lei alle scuole medie non ci voleva andare, ha fatto di tutto per farsi bocciare… ma niente, questi adulti irresponsabili non le hanno dato retta.

Che sia chiaro, io alle medie non ci volevo andare.
L’ho detto, ridetto, scritto e urlato in tutti i modi, ma niente: mi ci hanno mandato lo stesso.
Prima ho provato a farmi bocciare, anche perché tutto sommato, io un altro anno in quinta elementare me lo sarei fatta volentieri. Ma siccome sono svegli, ho dovuto puntare tutto sulla condotta.
E così ho fatto quello che potuto.
Ho scambiato i cartelli con i nomi delle classi sulle porte, ho fatto scappare i girini durante un esperimento di scienze, ho chiuso in palestra la 3° B e nascosto la chiave così bene che poi mi sono dimenticata dove l’avevo messa e i bambini e la maestra sono dovuti uscire dalla finestra. Ho ordinato il gelato per la mia classe  a nome (e sul conto) della preside; ho dato gli occhiali di Orietta a Gianfranco, quelli di Gianfranco a Silvana e quelli di Silvana a Orietta (che tanto si somigliano tutti), e…

Non è finita qui… ammetto che le idee di Gio mi hanno davvero stupita: incantevoli e geniali.

Alla fine, alle scuole medie c’è andata comunque.

Solo che già dai primi giorni a Gio viene un’ide fulminante, una di quelle che ti lasciano senza parole, che ti bloccano per lo stupore… Gio vuole giocare in una squadra di calcio. Ma poiché è una femmina, non riesce a trovarne una. E cosa si fa quando non si trova qualcosa? La si crea!

Ed è appunto quello che Gio decide di fare. Trova un Mister, suor Ridolfa, anche se forse è suor Ridolfa a trovare lei ma sono dettagli…  Un portiere che fa il portiere perché non deve correre troppo altrimenti si ammala, Fatima una ragazzina velocissima, e altri personaggi davvero insoliti. Insieme formano La Belinda. Ma soprattutto insieme si divertono e hanno un obiettivo. Insieme fanno il loro primo gol (e ne subiscono 18, altri dettagli). Affrontano i bulli e imparano.

Una storia spumeggiante, perché Gio è tutto fuorché una tranquilla bambina anche se in famiglia amano il rosa…

Una storia divertente, adatta a maschi e femmine, ma soprattutto adatta a chi vuole farsi due risate tra un calcio a un pallone e un altro.

Disclaimer. Su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e bambini ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

I nostri voti

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Da leggere!

Una lettura molto coinvolgente e divertente per sottolineare il valore dello sport, anche quando non si vince.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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