Ho appena terminato di leggere Non tutte le barche prendono il mare di Germano Zullo e Albertine, traduzione di Beatrice Masini (Timpetill editrice, finalista Premio Strega Ragazze e ragazzi 2026 categoria 8+) e sono intrappolata tra mille pensieri. Tra un WOW e una miriade di domande sono ancora qui che mi chiedo se possiamo davvero definirlo un albo per bambini di 8 anni. Perché a mio avviso questo albo è molto, molto, di più.
Non tutte le barche prendono il mare è un viaggio nel tempo e nelle possibilità di ognuno di noi, ma anche uno sguardo attento sulle relazioni e le emozioni familiari, sul perdono e sulla vita in generale. Vita che scorre anche quando siamo costretti a fermarci.
Non tutte le barche prendono il mare

Un padre è in carcere, lo capiamo dalle lettere che invia a moglie e figli. Ha rapinato una banca e ora deve rimanere in carcere per, intuiamo, circa 20 anni. Troppi per capire, per aspettare o perdonare.
Scrive il papà, ma la moglie – poi ex moglie – gli chiede di non rivolgersi più a lei, di non scriverle più, di lasciarla andare. Può però continuare a scrivere ai due figli. Il maschio apprezza le sue lettere e i modellini di barche che costruisce nella falegnameria del carcere, ma la bambina no. Lei non accetta la situazione. Lei odia.
Le lettere si susseguono, colgono attimi e lampi di vita apparentemente quotidiana, gli anni passano, i figli crescono e il padre invecchia.
Alla fine, il papà esce, incontra entrambi i figli e anche il nipote. Cerca di adattarsi, ma è difficile ricominciare.
Molto difficile.
Un libro toccante

Questo volume è struggente, semplice ma diretto, capace di far riflettere più gli adulti – con tutte le nostre richieste e soprattutto le istanze delle società e i bambini nel mezzo, come se dovessero accettare comunque le scelte e le conseguenze degli adulti. Ma non sempre questo accade.
Il tempo aiuta a perdonare. Ma una vita lontano non la si può recuperare.
È un bell’albo. Non giudica, ma cerca di dare diverse interpretazioni, di portare i lettori a riflettere per crescere.
Non sono certa che sia adatto ai bambini di 8 anni. I giovani lettori forse non comprenderanno ogni dettaglio ma nell’insieme potranno cogliere l’amarezza e la difficoltà degli adulti, e alla fine anche capire che i grandi non hanno sempre ragione aiuta a crescere.
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I nostri voti
Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo
Struggente
Un albo complesso, difficile, ma unico nel suo genere










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