Il 1 aprile si fa il pesce d'aprile
Perché il 1 aprile si fa il pesce d'aprile

Pesce d’aprile: perché si festeggia (e alcune frasi sugli scherzi)

Il 1 aprile è tradizione celebrare il pesce d’aprile, una giornata dedicata agli scherzi. Le origini di questa celebrazione non sono molto chiare. Sono state proposte varie spiegazioni.

Le origini del pesce d’aprile

Nell’antica Roma le feste di Hilaria in onore della dea Cibele si tenevano tra fine marzo e aprile.

In India a fine marzo si celebra la festa di Holi, nota anche come festa dei colori.

In Iran il primo giorno dell’anno cade sempre il 1 o il 2 aprile e con l’occasione si fanno scherzi (è questa una tradizione che risale a diversi secoli prima di Cristo).

L’applicazione del calendario gregoriano (1582) spostò la celebrazione del capodanno al 1 gennaio (prima l’anno iniziava il 25 marzo) e chi continuava a festeggiare il nuovo anno durante l’ultima settimana di marzo era considerato uno stupidotto e, per questo, oggetto di scherzi.

Perché proprio il pesce?

L’ipotesi più probabile è che comunque, almeno a noi in Italia, la festa come è oggi giunga dalla Francia dove, coloro che erano contrari allo spostamento del capodanno al 1 gennaio, continuano a farsi i regali e alcuni burloni, per prenderli in giro, facevano loro regali assurdi che contenevano il biglietto con su scritto Poisson d’Avril, vale a dire Pesce d’aprile. La prima città italiana ad accogliere la tradizione francese del pesce d’aprile pare sia stata Genova, nel periodo 1860-1880, e da lì si diffuse piano piano in tutto lo Stivale.

Perché proprio il pesce? Anche qui ci si muove nel mondo delle ipotesi e quella più probabile vuole che sia stato preso il pesce a simbolo di questa giornata perché i pesci abboccano facilmente all’amo.

Una tradizione non solo italiana

In Italia e Francia, dunque, il primo aprile è pesce d’aprile, nei paesi anglofoni si chiama April fool’s day (il giorno dello sciocco d’aprile), in Germania è Aprilscherz (Scherzo d’aprile), in Scozia si celebra in due giorni e si parla di Gowkie Day con riferimento è al cuculo, mentre il secondo giorno è chiamato Taily Day, in cui ci si diverte attaccando sulla schiena dei malcapitati una scritta che recita Kick me! ovvero Dammi un calcio!

Tre proverbi italiani sul 1 aprile

La tradizione popolare italiana ha alcuni proverbi sul 1 aprile.

  • Il primo aprile, il cuculo ha da venire; ma se non viene il giorno otto, il cucul vuol dire che è morto
  • Il primo aprile, non raccoglier soldo
  • Il primo d’aprile, non andare dove ti mandano

Tre frasi sul 1 aprile

  • Non esserti fatto ingannare il 1 aprile non ti rende meno idiota negli altri giorni dell’anno. (Kurt Avish)
  • Posso dire che una ricorrenza così sfigata e stupida come il primo aprile – che istituzionalizza la sovversione: cioè prescrive che ogni anno lo stesso giorno sia lecito e spiritoso fare un bello scherzone – non credo esista. Il vero mattacchione colpisce il 13 luglio, a sorpresa. (Luca Sofri)
  • Se i giornalisti avessero tutto l’anno la prudenza e la diffidenza che hanno con le notizie il 1° aprile, l’informazione sarebbe migliore. (Luca Sofri)

Frasi sugli scherzi, per il pesce d’aprile

  • Anche gli dei amano gli scherzi. (Platone)
  • Chi ha il coraggio di ridere è padrone degli altri. (Giacomo Leopardi)
  • Nulla ci illumina meglio sul carattere degli uomini, che il sapere che cosa essi trovano ridicolo. (Goethe)
  • Ogni sublime umorismo comincia con la rinuncia dell’uomo a prendere sul serio la propria persona. (Herman Hesse)
  • Per farsi un’idea della miseria dei nostri connazionali basta dare un’occhiata a come si divertono. (George Eliot)
  • Se un uomo vuole occuparsi incessantemente di cose serie e non abbandonarsi ogni tanto allo scherzo, senza accorgersene, diventa pazzo o idiota. (Erodoto)

Foto | NYPL

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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