Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi
Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi

Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi

Il 2 aprile 1805 nasceva Hans Christian Andersen, celeberrimo per le sue fiabe (ricordiamo, per esempio, La Sirenetta). E proprio il 2 aprile, dal 1967, si celebra la Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi con l’intento di invogliare i più piccoli ad amare i libri e per invitare la comunità tutta a porre particolare attenzione ai libri per bambini.

Perché celebrare la Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi

Lo sappiamo bene che un albero si cura da quando è germoglio, altrimenti non crescerà mai bene. Lo stesso dicasi per l’amore per la lettura. È un po’ ingenuo lamentarsi del fatto che oggi si legga poco se noi per primi non trasmettiamo l’amore per la lettura ai bambini. Come? Mille sono i modi!

Senza dubbio è da evitare che la lettura venga vista come un obbligo, altrimenti è del tutto inutile. Uno dei modi migliori, secondo me, per invogliare alla lettura è quello di leggere. Se i più piccoli ci vedono leggere si incuriosiranno e proveranno. Se ci vedono solo guardare la tv, anche loro faranno lo stesso.

Come appassionare i più piccoli alla lettura

Riprendiamo poi in mano la cara, vecchia, bella, nobile, interessante tradizione di leggere le fiabe ai bambini prima di farli addormentare, non solo in occasione della Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi. Leggere ai più piccoli, infatti, è un modo per accompagnarli nel mondo dei sogni, per far sì che si addormentino con un sorriso e si rilassino. E noi con loro.

È di fondamentale importanza, poi, che siano anche i papà a leggere ai bambini, sia per rafforzare il legame con i propri figli sia per solleticare la loro immaginazione.

Se non sapete cosa leggere fate un giro sulle pagine di questo blog Libri e bambini e di consigli di lettura ne trovate a bizzeffe!

Foto | Gabriel Tovar via Unsplash

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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