Le origini della festa della mamma
Le origini della festa della mamma

La storia della festa della mamma

In Italia la festa della mamma si celebra ogni anno la seconda domenica di maggio. Sono molti i Paesi del mondo che festeggiano la madre e la maternità in questo giorno. Mentre altri hanno date diverse: si va dalla seconda domenica di febbraio al 22 dicembre. Ed è giusto così, perché le mamme vanno celebrate tutto l’anno!

Ma ti sei mai chiesto come nasce questa festa? Andiamo a scoprire insieme la storia della festa della mamma.

Alle origini della festa della mamma

La festa della mamma affonda le sue radici nell’antica Grecia, anche se per come la conosciamo oggi è più un’idea che viene dagli Stati Uniti d’America.

Gli antichi greci, infatti, festeggiavano le madri omaggiando Cibele, la dea-madre. A loro volta i romani avevano i Matronalia, feste in onore di Giunone, moglie di Giove. Queste feste però non hanno alcuna correlazione con l’odierna festa della mamma, anche se ci piace pensare che, in un modo o nell’altro, tutte le culture abbiano festeggiato – e continuano a farlo – la madre.

La festa come la conosciamo oggi

La prima festa della mamma dell’era moderna risale al 1908, quando Anna Jarvis celebrò un memoriale per sua mamma, che era attivista per la pace. La celebrazione di Anna Jarvis divenne molto popolare e nel 1914 Thomas Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli USA, ufficializzò tale festa il cui intento è quello di esprimere pubblicamente l’amore e la gratitudine per le mamme.

La celebrazione in Italia

La festa si è diffusa in tutto il mondo e in Italia è giunta negli anni Cinquanta del secolo scorso, grazie a Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera (in provincia di Imperia). Nel 1957 in Umbria, a Tordibetto di Assisi (Perugia), don Otello Migliosi celebrò tale festa in maniera solenne e l’anno successivo, Raul Zaccari, insieme ad altri senatori, presentò in Senato un progetto di legge per ottenere l’istituzione di tale festa.

Foto | Taryn Elliott da Pexels

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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