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Oggi leggiamo fumetti!
Oggi leggiamo fumetti!

Oggi leggiamo fumetti!

Leggere è un divertimento: dobbiamo ricordarcelo noi genitori quando «consigliamo», a volte in maniera davvero insistente, un libro o un altro ai nostri figli. Lasciarli liberi di scegliere significa anche accettare che snobbino l’ultimo incredibile albo, o il bellissimo romanzo, per rintanarsi in camera a leggere Snoopy, Topolino e Lupo Alberto. Un errore? Non credo.

Il fumetto è un altro modo di leggere, sognare e creare. Forse l’adulto oramai troppo cresciuto fatica a riconoscere in quel buffo cane dal naso grosso un traguardo letterario, ma assicuro che se le prime letture comprendono anche divertenti e amati fumetti, i risultati, in termini di apprendimento, sono davvero tanti.

Per cominciare leggono, e leggere fa sempre bene. Non leggono le «cose» giuste? Qui Topolino potrebbe offendersi. Leggere Topolino a sette anni non solo è normale, ma è anche salutare!

Leggere ogni giorno, pagine e pagine di fumetti, permette di imparare parole nuove, a dare l’intonazione alla storia, tanto che alla fine saranno loro a leggere a voi grandi le loro storie preferite.

E quante risate, se vi capita di ascoltarli scoprirete che ridono come matti, tra uno Snoopy che si finge alce e un Paperino sempre sfortunato: «Povero Paperino!». Mostrano emozioni e una particolare empatia verso i protagonisti.

Certo, Lupo Alberto non è proprio una lettura per settenni: io sono diventata rosso porpora il giorno che ho sentito la «strafantola» di casa esclamare: «Ma cosa vai a fare dal pollivendolo, Enrico? Vado a vedere le galline nude!» e via di irresistibili risate. E alla fine, anche la mamma imbarazzata si è lasciata andare in un rassegnato sorriso.

Oramai la casa è invasa di fumetti, e ora anche il quasi treenne, per imitare la sorella, li sfoglia con altrettanto patos e partecipazione: «Snoopy!!!».

In bagno, in camera, in soggiorno, per le scale. Ogni angolo di casa è sommerso dai personaggi preferiti della mia infanzia. Un onore.

E poi, come per magia ecco che la piccola lettrice si prende Gli sporcelli di Roald Dahl e lo inizia, come se leggere romanzi, per bambini ovviamente, fosse la normalità. Lo legge, lo commenta, e, anche se non ci sono tante figure come negli albi o nei fumetti, ne apprezza la storia, e inizia a volere tenere il segno, «altrimenti mi sfugge la storia, mamma».

Leggere, quindi, solo e semplicemente ciò che piace. E questo vale anche per noi adulti.

Foto | Pixabay

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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