Ogni viaggio porta con sé sapori e odori del luogo visitato. Culture lontane o vicine si distinguono per cibo e colori, profumi, orari, a volte. Ma un cibo in particolare lascia sempre il segno, nel bene e nel male: il pane.

Già, perché il pane della Sicilia è croccante e profumato, quello della Toscana soffice e senza sale…  e quello di casa, al ritorno di un lungo viaggio, lascia spesso l’amaro in bocca. Spesso, non sempre.

Probabilmente è proprio quel ricordo di gusto e profumo che mi ha fatto apprezzare il volume La parabola del panificio indipendente di Neil Packer, traduzione di Sara Saorin, Camelozampa editore – finalista Scuola primaria 46° edizione del Premio Letteratura Ragazzi della Città di Cento.

Un libro lungo e stretto. Una storia per raccontarne tante, arricchita da illustrazioni molto particolari che ricordano le locandine d’epoca.

La parabola del panificio indipendente

Protagonista di questa storia è un antico panificio, presente in città dal 1885, gestito da una coppia di anziani capaci di sfornare pane squisito ogni giorno da sempre.

Il profumo del loro pane riempiva le vie della cittadina, i passanti sognavano quel buon pane e ogni risveglio era sempre se non dolce almeno accettabile grazie alle prime infornate del mattino. Anche perché, l’antico panificio non era l’unico in città, una volta ce ne erano moltissimi e ognuno faceva pane diverso, delizioso e unico.

Ma gli anni passano, il progresso avanza, i panifici vengono comprati dalla fabbrica fuori città, inizialmente piccola poi sempre più grande… una fabbrica che produce pane per tutti! Inizialmente, la fabbrica preparava pane per i negozi, poi ha iniziato a comprare i negozi. Tutti tranne uno.

Già perché ai due signori anziani dell’antico panificio non passava nemmeno per la testa di vendere il loro amato negozio al signore della grande fabbrica. I no si susseguono, e gli anni passano, i due anziani signori diventano sempre più anziani. Fino a che un giorno cedono ai soldi, al riposo, a una lunga crociera… e vendono l’antico panificio.

Ora con somma soddisfazione, la grande fabbrica possedeva tutti i panifici della città. Gli abitanti della città, invece, non erano molto soddisfatti, perché adesso trovavano solo il pane insipido e gommoso prodotto dalle grosse macchine della grande fabbrica.  

Ma il tempo, si sa, fa dimenticare. Così a un certo punto nessuno più si ricorda il sapore delizioso del pane che veniva sfornato dall’antico panificio. Fino a quando un giorno non tornarono in città i due anziani panettieri…

La storia potrebbe riguardare la vita di molti negozianti, sopraffatti dal progresso e nostalgici delle maestranze del passato che stanno, seppur e con molta fatica, tornando. Le illustrazioni sono davvero molto suggestive e riescono a dare tantissimi ulteriori dettagli alla storia. Bilanciate con nero, bianco e rosso potrebbero decorare diverse case e sussurrare ulteriori segreti.

I finalisti del Premio Letteratura Ragazzi Città di Cento

Su Libri e bambini proponiamo le recensioni dei testi in finale al prestigioso Premio Letteratura Ragazzi Città di Cento.

Finalisti scuola primaria:

Disclaimer. Su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e bambini ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

I nostri voti

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Attuale

Una storia di ieri ancora attuale per raccontare il cambiamento e la nostalgia dei lavori più antichi.

User Rating: Be the first one !
Avatar Anna Fogarolo

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

articoli recenti