Vincitore della quarta edizione del Premio Campiello Junior, il libro La figlia del gigante di Ilaria Mattioni (illustrazioni di Kalina Muhova, Feltrinelli – per bambini e bambine dai 7 ai 10 anni), è una lettura scorrevole, ricca di colpi di scena, ma anche di scorci di un’era lontana capace ancora oggi di insegnare.

La figlia del gigante

Siamo a Vicenza, il romanzo prende ispirazione da una antica leggenda che vede protagonista la famosa Villa Valmarana ai Nani, luogo magico sovrastato da diciassette statue di nani. Al suo interno, si narra, viveva una fanciulla affetta da nanismo condannata a vivere segretamente rinchiusa tra queste sfarzose mura…

Ilaria Mattioni prende in prestito la leggenda per presentarci un racconto di speranza.

Siamo nella seconda metà del Settecento. Layana, contessina di Valmarana, si prepara per compiere 12 anni. La aspettano 12 regali: uno per ogni anno in vita. La mamma è morta alla sua nascita e lei vive le sue giornate tra le mura di questa maestosa villa amata dai domestici e da un padre gigante.

Layana è felice ma sogna di poter vedere il mondo, viaggiare, o almeno poter visitare la sua amata città: Vicenza.

Eppure, suo padre non sembra voler sentire ragione. Tra i 12 regali – gioielli e altri splendidi doni – niente fa pensare che un giorno lascerà mai la villa.

Ma quel giorno Layana decide di prenderselo… e così scopre che nulla è come sembra. Nemmeno lontanamente.

Con una sola occhiata capì che non era arrabbiato, ma soltanto molto infelice. A un suo cenno Mena presa il sentiero che conduceva alla villa e si incamminò più velocemente che poteva. Non so cosa abbia alle gambe, ma da sempre cammina lentamente, con un’andatura incerta. Mio padre controllò che il grosso lucchetto del cancello fosse chiuso, poi seguimmo Mena camminando piano per non raggiungerla. Mio padre guardava per terra, come se cercasse fra erba e sassolini le parole da dirmi. Rubino saltellava qua e là. Eravamo davanti al palazzo e cominciavo a pensare che, forse, non avrebbe detto nulla, quando mi invita a sedermi sulla scalinata che conduce all’ingresso della villa, quella con le statue di marmo bianco. A noi due piace stare lì. Di solito io mi accomodo su uno calino più alto e mio padre si siede qualche gradino più in basso. In questo modo possiamo guardarci negli occhi.
“Cosa stavi facendo?” mi chiese nuovamente.
“Volevo provare a uscire dal cancello. Come fanno gli uccellini…”
“Sai perché te l’ho proibito Layana?” chiede mio padre dopo un attimo di silenzio.
Scossi la testa.
“Perché non voglio che la gente prenda in giro anche te.”

Una storia che fa riflettere

Tra troppa protezione e cattiveria dell’essere umano, il romanzo invita a riflettere su diversi argomenti, dalla diversità al rapporto padre e figlia, dall’amicizia al coraggio. Lo fa senza mai calcare la mano oppure obbligare. Prende semplicemente per mano il lettore e lo accompagnando in una avventura nuova, coinvolgente. Unica.

Una bella storia. Forse non originalissima ma ben scritta, pulita e lineare.

Un motivo in più per visitare la bellissima Villa Valmarana ai Nani.

Disclaimer. Su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e bambini ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

I nostri voti

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Una bella storia

Una storia avvincente, in cui le diversità vengono presentate come normalità, cambiando semplicemente punto di vista.

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Avatar Anna Fogarolo

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