Stranger

Stranger: Keren David insegna a confrontarsi con il diverso

Di storie che presentano salti temporali importanti per svelare segreti generazionali nascosti, probabilmente è pieno il panorama letterario. Ma è anche vero che poche riescono a intrecciare abilmente gli eventi e riuscire, contemporaneamente, a donare il giusto mistero. Stranger di Keren David (traduzione di Valentina Zaffagnini, Giunti, finalista Premio Andersen 2021 categoria miglior libro oltre i 15 anni) è uno di questi libri.

Un libro per ragazzi e ragazze capace di narrare il passato accostandolo al presente, risultando così sempre avvincente e carico di aspettativa per illustrare i difficili rapporti umani indelebili nel tempo. Un romanzo che trova nella paura del diverso un filo conduttore denso, quel diverso che porta le persone a essere violente intollerabili, unito alla bellezza della gioventù, sempre pronta a cambiare il mondo.

Stranger

Keren David, Stranger

Fulcro della storia è la piccola cittadina di Astor, nell’Ontario; gli eventi narrati sono paralleli, troviamo Emily una quindicenne nel 1904, e Megan una ragazza di diciassette anni nel 1994. Due storie molto diverse, che inizialmente lasciano il lettore quasi stordito, ma che leggendo riuscirà a intrecciare e collegare famiglie e amori.

La storia di Emily

Come in una lettera, Emily ci racconta la propria vita ad Astor nel 1904. Figlia unica di una donna medico, in un’epoca che voleva le donne impegnate solo nella cura della casa e dei figli, e senza padre. Morto, le hanno raccontato, quando aveva pochi mesi.

I segreti di questa tranquilla famiglia sono destinati ad aumentare quando Emily trova un giovane in stato confusionale ai margini della foresta. È completamente senza vestiti, spaventato, coperto di terra e sangue. Fatica a esprimersi e non ricorda il proprio nome. Emily e sua madre lo accolgono e lo curano, nonostante le evidenti rimostranze della cittadina convinta che il selvaggio sia pericoloso, perché diverso da loro.

Io ero nata tre mesi dopo la morte di mio padre e, secondo mia madre, ne avevo ereditato le lentiggini, i capelli indomabili e i piedi grandi. Per quanto riguardava il carattere, stando sempre a mia madre, era un uomo gentile, mite e paziente: qualità che cercavo di imitare con, ahimè, scarsi risultati. Non avevo sue foto, né lettere. Tutto ciò che sapevo me l’aveva detto lei.

Arrivata ad Astor, costretta ad affrontare i pregiudizi e l’ostilità generale, mia madre si assicurò che il suo vice fosse un uomo. Il dottor Dupont preferiva il brandy alla professione medica ed era un chirurgo maldestro, ma era a disposizione di coloro che pensavano che fosse meglio farsi curare da una “scimmia ammaestrata” – stando alle parole della signora Josiah Farmworth – che da un medico donna.

La storia di Megan

Megan torna dalla sua famiglia paterna ad Astor: siamo nel 1994 e sta vivendo un momento davvero difficile, ha dovuto affrontare un aborto e la conseguente fine di un amore. Megan è accolta a braccia aperte, ma un giorno viene trovato in un terreno un cadavere mummificato.

Da questo punto in poi le vicende di Emily e Megan iniziano a intrecciarsi, le date e gli eventi delle due epoche si incastrano abilmente, tanto da riuscire a svelare misteri su misteri in un vortice appassionante. Non mancano amori, impossibili e non, amicizie e nonne davvero fantastiche.

Quando io e la bisnonna siamo sole, mi siedo e le prendo la mano. Apre gli occhi, ma non dà segno di riconoscermi. «Sono io, Megan» dico, e lei chiude di nuovo gli occhi.

Le mormoro che sono molto dispiaciuta che non stia bene e che spero si riprenda in fretta. Poi, mi dico che tanto vale fare un tentativo. «Ho letto delle vecchie copie dell’Astor Press. Nella nuova sede c’è un archivio con i ritagli di giornale.»

Apre di nuovo gli occhi. Giurerei che mi sta ascoltando.

«Ho trovato una storia che parla anche di te. Di te e di qualcuno di nome Sadie. Avete trovato un ragazzo selvaggio.»

Stranger: una lettura piacevole

Una storia piacevole, misteriosa quanto basta per spingerti a finirla nel più breve tempo possibile, ricca di eventi, aspettative e sconcertanti rivelazioni. Storie di diverse generazioni, di donne e uomini, di persone accoglienti e generose, ma anche di persone impaurite e incattivite dalla vita. Eventi drammatici lasciano spazio alla speranza e al futuro, nonostante il continuo richiamo al passato.

I libri finalisti del Premio Andersen 2021

Su Libri e bambini presentiamo i testi finalisti del Premio Andersen 2021.

Finalisti miglior libro 0-6 anni

Finalisti miglior libro 6-9-anni

Finalisti miglior libro 9-12 anni

Finalisti miglior libro oltre i 12 anni

Finalisti miglior libro di divulgazione

Finalisti miglior libro fatto ad arte

Finalisti miglior albo illustrato

Finalisti miglior libro senza parole

Finalisti miglior libri a fumetti

Di storie che presentano salti temporali importanti per svelare segreti generazionali nascosti, probabilmente è pieno il panorama letterario. Ma è anche vero che poche riescono a intrecciare abilmente gli eventi e riuscire, contemporaneamente, a donare il giusto mistero. Stranger di Keren David (traduzione di Valentina Zaffagnini, Giunti, finalista Premio Andersen 2021 categoria miglior libro oltre i 15 anni) è uno di questi libri. Un libro per ragazzi e ragazze capace di narrare il passato accostandolo al presente, risultando così sempre avvincente e carico di aspettativa per illustrare i difficili rapporti umani indelebili nel tempo. Un romanzo che trova nella paura…

Score

Storia
Leggibilità
Prezzo

Di piacevole lettura

Conclusione : Un romanzo per ragazzi coinvolgente, colmo di misteri e con una giusta dose di sentimento: un tuffo nel passato per capire il presente.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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