Cha paura, nonno!

Che paura, nonno! Il manuale della paurissima di James Flora

Raccontare storie da paura, anzi paurissima, come candidamente chiedono spesso a gran voce i pargoli di casa, è un’impresa tutt’altro che semplice. Da un lato, inutile girarci attorno, la fantasia dei bambini è sovrastimolata dai vari cartoni, film e serie televisive, immagini che spesso risulterebbero vietate con tanti bollini rossi, per poi venire tacitamente guardate assieme, con buona pace dei sensi di colpa materni e paterni. Dall’altro, anche i videogiochi, qui vietati ma largamente diffusi, riescono a donare notevole suspence.

Eppure… mentre giochiamo ai videogiochi proviamo davvero paura o siamo semplicemente eccitati dalla possibilità di vincere sparando all’ennesimo mostro di passaggio?

James Flora, Che paura, nonno!

Forse film e videogiochi riescono a stimolare qualche brivido, ma dato che alcuni genitori sono super attenti controllori, probabilmente più che paura riescono a suscitare aspettative varie, o almeno lo spero.

Può capitare, però, che i bambini chiedano a gran voce racconti da paura, paura vera. Se non volete eccedere in terrore, pur lasciando ampio spazio all’immaginazione, Che paura, nonno! di James Flora è il libro che fa al caso vostro.

Che paura, nonno!

Scritto negli anni ’70 ma per la prima volta pubblicato in Italia da Cliquot edizioni nel 2020 (traduzione di Marina Pirulli, finalista Premio Andersen categoria 6/9 anni), Che paura, nonno! potrebbe tranquillamente candidarsi come manuale della vera paura, per il semplice fatto che leggendolo vi sembrerà davvero di calarvi in buie caverne, incontrare streghe, ragni, scheletri affamati e fantasmi puzzolenti!

Era uno spettacolo orribile. Non avevo mai visto uno scheletro, e men che meno uno scheletro animato.
«Non appena avrò ritrovato i miei denti ci faremo uno spuntino» annunciò lo scheletro. «Sono duecento anni che non metto qualcosa nello stomaco!»
Si mise a frugare nel sacco alla ricerca dei denti, che poi si incastrò uno alla volta nelle mascelle spalancate.
«Ora possiamo cenare» ridacchiò. «E la cena sarai tu! ti mangerò in un sol boccone!»

Una storia mozzafiato

Nelle prime pagine troviamo un nonno comodamente rilassato nella sua poltrona preferita mentre racconta, con particolari raccapriccianti, le sue incredibili avventure al nipote terrorizzato dal temporale: se l’intento è tranquillizzarlo… diciamo che non ci riesce.

Dalla poltrona all’incubo: con un ritmo narrativo frenetico, incalzante, colmo di dettagli da film horror, i lettori si ritroveranno in compagnia di uno scheletro tutt’altro che amichevole, tra le grinfie di una strega dagli intenti inquietanti e infine in mano (letteralmente) di un fantasma decisamente puzzolente.

«Sei proprio carino, mio bel bambino. Da ora in poi sarai il mio tesoruccio» mugolò, e mi dette un bacio.
Bleah! Il suo alito sembrava uscire da una caverna piena di pipistrelli putrefatti. Poi la donna fantasma mi strinse forte a sé. Argh! Il suo lenzuolo puzzava ancora di più, come le mutande sporche di un rospo.

Senza mai riprendere fiato seguiremo le gesta di questo incredibile nonno, scopriremo dettagli orridi, sentiremo suoni raccapriccianti e odori decisamente schifosi, e vedremo cose che avremmo preferito evitare. Uno spasso!

Da leggere insieme o in solitudine quando fuori c’è tempesta, e nel caso in cui la fantasia dovesse tentennare le illustrazioni non lasciano nulla al caso: ogni putrido dettaglio viene perfettamente mostrato. Un libro da brivido!

Che paura, nonno!

I libri finalisti del Premio Andersen 2021

Su Libri e bambini presentiamo i testi finalisti del Premio Andersen 2021:

Raccontare storie da paura, anzi paurissima, come candidamente chiedono spesso a gran voce i pargoli di casa, è un’impresa tutt’altro che semplice. Da un lato, inutile girarci attorno, la fantasia dei bambini è sovrastimolata dai vari cartoni, film e serie televisive, immagini che spesso risulterebbero vietate con tanti bollini rossi, per poi venire tacitamente guardate assieme, con buona pace dei sensi di colpa materni e paterni. Dall’altro, anche i videogiochi, qui vietati ma largamente diffusi, riescono a donare notevole suspence. Eppure… mentre giochiamo ai videogiochi proviamo davvero paura o siamo semplicemente eccitati dalla possibilità di vincere sparando all’ennesimo mostro di…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Per una serata di paura!

Conclusione : Un racconto fantastico per trascorrere serate paurose insieme. Consigliato tenersi per mano e andare a dormire con la luce accesa.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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