Le gite sono un momento meraviglioso. Uno o più giorni rendono sopportabili un intero anno scolastico. C’è attesa, scoperta del luogo, meraviglia, per non parlare della merenda al sacco… Tutto appare come una grande novità agli occhi di un bambino. Anche il viaggio in corriera – sacchetti e nausee a parte – è divertimento puro, a qualsiasi età.

In tutto questo, le insegnanti e gli insegnanti sono alle prese con organizzazioni, raccomandazioni e recuperi al volo: le conte interminabili e i placcaggi di chi vuole andare dove non si può o semplicemente si distrae e segue un’altra scolaresca. Sono attimi di dolore acuto per ogni insegnante del pianeta!

Ma e se un domani le gite si organizzassero sulla Luna? Già immagino i “SIIIIII” corali dei bambini e i volti impalliditi degli insegnanti.

Gita sulla Luna di John Hare (Babalibri edizioni), è un silent book superlativo, capace di superare i confini terresti, ma anche dell’amicizia e dell’assurdo per farci ragionare su più piani proponendo immagini grandi, ricche di dettagli e azioni.

Gita sulla Luna

Una scolaresca va in gita. Sulla Luna appunto. C’è un bambino con la testa sulle nuvole in compagnia di un blocco per disegni e pastelli colorati (un artista) rimane sempre indietro, si apparta per disegnare e… si addormenta.

Ora, è evidente che l’insegnante accompagnatore in questione era assente quando hanno spiegato che i bambini vanno sempre contati. Sempre. Soprattutto prima di partire, per evitare di lasciarne qualcuno a terra o sulla Luna. Era assente… e parte.

Il bambino, così, rimane sulla Luna, da solo.

O almeno ne è convinto.

Avvolto da un paesaggio meraviglioso, il nostro eroe non è certo uno che si perde d’animo: semplicemente decide di sedersi e riprendere a disegnare. Probabilmente perché sa che prima o poi lo verranno a riprendere.

I seleniti

Tuttavia ecco che accade l’incredibile: dal terreno lunare spuntano degli occhi. Un occhio per creatura. Grigi come la Luna, nascosti tra la sabbia e le rocce compaiono i seleniti (il vocabolario Treccani è esperto di abitanti della Luna: Questo termine deriva dal greco “selene”, che significa luna. Il termine “selenita” è usato anche in letteratura per riferirsi a ipotetici abitanti della Luna, o, in modo più ampio, per descrivere qualcuno di stravagante o lunatico.)

Incuriositi dai colori dei disegni del bambino, i nuovi personaggi si avvicinano, poi si spaventano, poi si riavvicinano attratti dai disegni, dai pastelli, dal colore… e iniziano a colorare la Luna. A questo punto davvero la storia ha una svolta super simpatica: i seleniti imbrattano la Luna e se stessi entusiasti di questa novità.

Ecco, però, che torna la nave spaziale a prendere il bambino disperso: i seleniti si nascondono, l’insegnante abbraccia finalmente il suo studente. È sollevato, ma subito dopo si accorge dei disegni sulla roccia e da bravo insegnante inizia la ramanzina: “Non si fa. Non si deturpa l’ambiente!”.

Lo studente non lo sentiamo, ma probabilmente oramai è rassegnato: pulisce i disegni (dei seleniti). E riparte felice.

E i suoi amici abitanti della luna? Il finale è davvero originale, da scoprire, intuire, tutto da sorridere.

L’albo affronta diversi argomenti, dalla scoperta all’amicizia, dall’accettazione del diverso all’arte, dal futuro al rispetto dell’ambiente.

Dovete solo sfogliarlo e decidere quale argomento affrontare, oggi.

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I nostri voti

Storia
Leggibilità
Illustrazioni
Prezzo

Originale

Un silent book originale, una storia da scoprire e amare

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Avatar Anna Fogarolo

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