A un certo punto bisogna scappare. Lo abbiamo pensato anche noi verso gli otto, nove, anni. Il conflitto, spesso con i genitori, è talmente forte e l’ingiustizia così elevata che nulla può convincere del contrario: fuggire è l’unica soluzione.
A questo punto la situazione ha tre esiti: chi lo pensa, e basta; chi prepara la valigia e la mette strategicamente sotto al letto, aspettando l’occasione giusta; chi se ne va, portandosi la valigia e anche la carta di credito di mamma perché sembra sia molto utile (ora ridete, ma assicuro che gli amici di famiglia a cui è accaduto non ridevano. Proprio no!).
Io, me e le mie avventure. Diario di una fuga di Charly Delwart, illustrazioni di Ronan Badel, traduzione dal francese di Francesca Novajra (La Nuova Frontiera Junior), finalista categoria scuola primaria Premio Letteratura Ragazzi di Cento, racconta esattamente questo: una grande fuga, pianificata nel dettaglio e voluta nel profondo. Ma, contrariamente a quanto accade di solito, in questa storia i genitori non subiscono la fuga, la accolgono e sostengono (dopo un primo momento di panico).
Io, me e le mie avventure
Protagonista di questo spassoso racconto è Gaspard, un bambino di 10 anni. Motivo della fuga: i genitori hanno deciso di iscriverlo in una scuola media che odia.
Anche se a suo dire i motivi sono ben 5:
Vi chiederete perché voglio scappare di casa. Anche se non ve lo chiedete, ve lo dico lo stesso: perché è così che vanno le cose. O per essere più precisi:
1. Perché è arrivato il momento di farlo.
2. Perché ho l’età giusta per farlo.
3. Per conquistare la mia indipendenza (…).
4. Per vedere il mondo da solo, come un grande, perché io sono grande (…).
5. Per vivere una esperienza tutta mia, da solo.
Ecco per tutte queste ragioni. È un passo importante.
Be’, c’è anche un’altra ragione: io e i miei non andiamo d’accordo, proprio per niente.
Capirete bene che la faccenda è complicata. È necessario organizzare molto bene la fuga, decidere dove andare, cosa portare con sé. Ed è fondamentale decidere se mantenerla completamente segreta o se condividere l’avventura con i migliori amici, e magari anche con i genitori perché altrimenti si preoccupano.
Ho cominciato a mettere sotto al letto le cose da mettere in valigia, o meglio nel mio zaino (non so se c’è gente che scappa con una valigia, nel bosco poi…). Nell’attesa ho sistemato tutto lì sotto.
Tranne le provviste e i formaggini nel sacchetto appeso fuori perché mia madre ha il terrore dei topi e mettere del formaggio per terra sarebbe come richiamarli con il megafono.
Appena posso faccio un po’ di domande ai miei, con aria indifferente.
“Come si cuoce la pasta?” (Adoro la carbonara).
Nel bosco non ci saranno pentole o fornelli a gas, perciò, dovrò accendere un fuoco. Ma si potrà cuocere la pasta sul fuoco?
L’ottimo diario di fuga di Gaspard
Divertente, sarcastico, avventuroso e un po’ pazzerello Io, me e le mie avventure. Diario di una fuga è esattamente quello che ci aspettammo da un romanzo per bambini e bambine. Il ritmo è incalzante, non mancano battute e riferimenti all’età del protagonista. Amici, genitori sorelle sono un contorno decisamente delizioso, mentre aspettiamo con sempre maggiore attesa il giorno della partenza, e facciamo il tifo per Gaspard.
Un romanzo consigliato: a casa, in classe, nella biblioteca della scuola, non perdetelo.
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I nostri voti
Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo
Divertente e scoppiettante
Un’avventura originale dalla parte delle fughe più genuine dei bambini










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