Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostroNadia Terranova

“Sarò un po’ megalomane ma il mondo sembra aver bisogno di me e mi reclama a gran voce. Se ho due problemi, per neutralizzarli posso provare a farli imbattere l’uno nell’altro. Non ho capito bene come, ma sento che questa specie di pensiero laterale potrebbe portarmi da qualche parte”.

Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro

«Storia d'agosto, di Agata e d'inchiostro» di Nadia Terranova

Perché ci è piaciuto il libro

Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro

«Mi chiamo Agata Antenorie ho dodici anni e mezzo. Sono le dieci di mattina. È mercoledì undici agosto, il primo di cinque giorni che passerò da sola nella mia casa di città. Mia madre e mio padre si trovano in Svizzera perché mia nonna sta morendo.
Prima di partire mi hanno affidata a mia sorella da parte di madre, Leila Guibeaux, ventidue anni sprecati. Leila è partita di nascosto per raggiungere in montagna l’ultimo dei suoi fidanzati. Tornerà dopo Ferragosto.
Leila ha fiducia in me, è convinta che me la caverò. Io non so se lei se la caverà».

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Da leggere

Una storia che fa riflettere tanto i giovani lettori quanto gli adulti.

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