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Agathe Demois e Vincent Godeau, Borgo nascondino
Agathe Demois e Vincent Godeau, Borgo nascondino

Borgo nascondino, di Agathe Demois e Vincent Godeau

Qual è la componente più interessante di un gioco o, come in questo caso, di un libro? Semplice: stimolare la curiosità. Facile a dirsi, perché riuscire nell’intento di attirare il bambino, incuriosirlo, stupirlo, è un’azione molto complessa che richiede una attenta analisi e conoscenza del target. Paroloni.

In sintesi, se conosci i bambini puoi sperare di riuscire a catturare la loro attenzione, altrimenti rischi di finire nel dimenticatoio, come purtroppo spesso accade.

Provate a valutare i tanti regali di Natale ricevuti in questi giorni: con quali giochi il bambino passa le sue giornate, e quali, invece, ha già abbandonato senza alcun riguardo nell’angolo della sua stanza (se siete fortunati, perché in realtà l’abbandono coinvolge tutte le stanze di casa)?

Cosa incuriosisce il bambino? La scoperta, il capire che non è tutto come appare, la possibilità di modificare, con la fantasia, ogni dettaglio. Ebbene, Borgo nascondino di Agathe Demois e Vincent Godeau (L’Ippocampo), fa proprio questo. Non solo, all’atto della scoperta aggiunge un gioco, una lente, capace di svelare come una magia i segreti nascosti tra le pagine del libro.

Borgo nascondino

Agathe Demois e Vincent Godeau, Borgo nascondino

L’idea di fondo è limpida, semplice, e proprio per questo funziona. Eccome se funziona. Un grande libro accoglie i lettori, i disegni sembrano monocromatrici, tante linee rosse identificano case, musei, negozi, ma attenzione, una breve frase introduce non ciò che si vede ma ciò che le mura nascondono: una grande lente magica svela i misteri. Perché se conoscete davvero i bambini sapete bene che lo scoprire cosa stanno facendo gli abitanti di una casa, o gli animali di uno zoo è molto più interessante della casa stessa. Vedere all’interno, scoprire i singoli personaggi, andare a curiosare ogni azione e divertente situazione, uno spasso!

E non è finita qui, Borgo nascondino presenta un ulteriore gioco, perché gli animali dello zoo sono in realtà scappati, ma se fate attenzione li potete scoprire dentro ogni disegno!

Così, curiosando con la grande lente rossa possiamo andare a scoprire cosa stanno facendo i passeggeri del treno, cosa trasporta l’auto così carica di pacchi enormi; e ancora cosa nascondo gli alberi sotto le tante foglie e come nuotano le persone nella piscina.

Il gioco delle linee rosse che nascondo quelle blu visibili solo con la lente non è certo nuovo, ma è ancora capace di regalare intense emozioni, e i bambini non si stancano mai di scoprire i tantissimi dettagli celati a chi non sa vedere.

Qual è la componente più interessante di un gioco o, come in questo caso, di un libro? Semplice: stimolare la curiosità. Facile a dirsi, perché riuscire nell’intento di attirare il bambino, incuriosirlo, stupirlo, è un’azione molto complessa che richiede una attenta analisi e conoscenza del target. Paroloni. In sintesi, se conosci i bambini puoi sperare di riuscire a catturare la loro attenzione, altrimenti rischi di finire nel dimenticatoio, come purtroppo spesso accade. Provate a valutare i tanti regali di Natale ricevuti in questi giorni: con quali giochi il bambino passa le sue giornate, e quali, invece, ha già abbandonato senza…

Score

Storia
Leggibilità
Illustrazioni
Prezzo

Stimolante

Conclusione : Un libro che non è solo un libro, ma un gioco capace di stimolare la fantasia di tutti

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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