Harry Potter e la pietra filosofale
Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale

Oggi sono sobbalzata sulla sedia: alcune insegnanti su Facebook – il muro dei sentimenti – sconsigliavano Harry Potter come lettura estiva, perché, a loro dire, è poco impegnativa.

Certo, è un romanzo generazionale, fantastico e fantasioso, ma addirittura sconsigliarlo direi che è pretendere troppo dai ragazzi. La saga di Harry Potter è divertente, spassosa, originale, e se i ragazzi la leggono con piacere è assolutamente inutile sconsigliarla. O preferite che smettano di leggere perché obbligati ad affrontare mattoni classici forse troppo lenti per la loro età e per l’estate?

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale
Harry Potter e la pietra filosofale

Ma andiamo con ordine: mi si chiede di recensire tutti i libri del maghetto più famoso al mondo e ovviamente iniziamo oggi con il primo: Harry Potter e la pietra filosofale. Scritta da  J. K. Rowling,  la saga di Harry Potter è stata inizialmente rifiutata da diverse case editrici che probabilmente si staranno ancora insultando pesantemente dopo diciotto anni.

A mio parere il primo romanzo – Harry Potter e la pietra filosofale, appunto – è, come spesso accade, il più bello. L’autrice ci presenta il piccolo Harry, i suoi amici, i nemici, inizia ad intrecciare la storia, ma soprattutto ci presenta, a noi babbani (persone prive di poteri magici) ogni dettaglio del mondo magico e i segreti della scuola di Hogwarts, la scuola dei maghi, e sono proprio i dettagli a fare dei libri di Harry Potter un capolavoro.

Finalmente, si decise ad alzare gli occhi da Cliodna la druida, che si stava grattando il naso, per aprire un pacchetto di Tuttigusti+1.
«Con quelle devi fare attenzione» lo ammonì Ron. «Tuttigusti vuol dire proprio tutti i gusti… puoi trovare quelli più comuni come cioccolato, menta e marmellata d’arancia, ma può anche capitarti spinaci, fegato e trippa. George dice che una volta ne ha trovate alcune alle caccole».
Ron prese una gelatina verde, la guardò attentamente e ne morse un pezzetto.
«Bleaaah!… Visto? Cavoletti di Bruxelles».

I primi passi del maghetto

In Harry Potter e la pietra filosofale, Harry non conosce il mondo della magia, non sa nulla di quidditch, il gioco dei maghi, e di scope volanti; il lettore scopre assieme a lui ogni incanto, gioendo ed esultando per i suoi successi. Harry è cresciuto fino a undici anni con gli zii, personaggi abbastanza spiacevoli: solo la notte del suo undicesimo compleanno scopre di essere un mago, un mago famosissimo per giunta!

Una volta accettata la magia, Harry deve andare a studiare a Hogwarts, le materie però sono un po’ diverse dalle comuni italiano e storia: Incantesimi, Trasfigurazione, Pozioni, Erbologia, Astronomia, Storia della Magia, Difesa contro le Arti Oscure e Volo sui manici di scopa.

Le lezioni di Pozioni si svolgevano in una delle celle sotterranee. Qui faceva più freddo che ai piani alti, il che sarebbe bastato a far venire loro la pelle d’oca anche senza tutti quegli animali che galleggiavano nei barattoli di vetro lungo le pareti.
Come Vitious, anche Piton iniziò la lezione prendendo il registro, e sempre come Vitious, giunto al nome di Harry si fermò.
«Ah, vedo» disse con voce melliflua, «Harry Potter. La nostra nuova… celebrità».

Ovviamente sono i nuovi amici a cambiare totalmente la vita di Harry, da Ron alla secchiona Hermione, al pasticcione Neville Paciock, ma ora Harry scopre anche di avere anche un pericoloso nemico, Lord Voldemort. Voldemort, o  Tu-Sai-Chi, è il responsabile della morte dei genitori di Harry e della cicatrice che da sempre gli segna la fronte, dato per morto da quasi tutti i maghi, il malvagio mago trama nell’ombra…

L’importanza dei dettagli nella saga

Come accennavo inizialmente, sono i dettagli a costruire i romanzi di Harry Potter, perché sono la dimostrazione di una meravigliosa fantasia, capace di far sorridere bambini e adulti. Dalla ricordella, una sfera di vetro che dovrebbe ricordarti che hai dimenticato qualcosa, ai bolidi, le palle del quidditch, da Fuffi, un cane enorme a tre teste, a Nick-Quasi-Senza Testa, un fantasma decapitato non del tutto, questi particolari rendono vivono il racconto, lo fanno vibrare riuscendo a incuriosire il lettore sempre a caccia di stranezze.

La scrittura è semplice, non dimentichiamoci che il primo romanzo si rivolge e bambini di undici anni, ma non banale. Le frasi brevi non disturbano il lettore più anziano, anzi.

Io personalmente lo leggo per rilassarmi, quando mi rendo conto di essere troppo stanca, mi concedo le avventure di Harry, per sorridere e ridere senza ritegno.

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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