la bici di Bartali

La bici di Bartali: Megan Hoyt e Iacopo Bruno raccontano una storia da non dimenticare

I momenti più difficili e neri della storia dell’essere umano sono da sempre caratterizzati da grandi storie che aspettano solo di venire scoperte, e raccontate, per scaldarci il cuore. Per darci speranza e fiducia nel futuro.

Queste storie incredibili, simbolo di coraggio, riescono oggi a raggiungere anche i più piccoli grazie all’attenzione delle case editrici. Raccontare l’orrore della Seconda Guerra Mondiale ai bambini, converrete con me, non è un’impresa facile, ma Megan Hoyt e Iacopo Bruno, rispettivamente autrice e illustratore del bellissimo volume La bici di Bartali (traduzione di Enrico Brizzi, Harper Collins), riescono nell’impresa.

La bici di Bartali

La bici di Bartali
Megan Hoyt – Iacopo Bruno, La bici di Bartali

Senza troppi fronzoli o fantasie, raccontano le vicende di questo eroe che si riteneva “solo” un ciclista. Si parte dalla sua vittoria al Tour de France fino alla sua vittoria come uomo unico. Come eroe. La storia di Bartali ci conquista, e grazie alle meravigliose illustrazioni ci trascina in quel momento storico che, davvero, non dobbiamo dimenticare.

Ma se da un lato gli orrori della Seconda Guerra Mondiale devono rimanere vivi nella nostra memoria per non ripeterli (anche se da questo punto di vista l’essere umano ha già dimostrato in molte occasioni di non avere una memoria storica sufficiente a evitare certi errori), non dobbiamo dimenticare chi si è opposto alle ingiustizie e ha messo a rischio la sua vita per salvare gli altri. E nel caso specifico, Bartali ha letteralmente percorso chilometri su chilometri sfruttando la propria fama per portare in salvo famiglie intere, consegnare documenti falsi, sfidando bombe e pericoli.

Le belle illustrazioni del libro

La storia è molto descrittiva, l’impressione è che il testo accompagni le immagini, e non viceversa. Una scelta ottima a mio avviso perché le illustrazioni de La bici di Bartali sono perfette. Il richiamo alle locandine degli anni ’40 e i colori sbiaditi ci portano nel passato, e mentre Bartali corre scopriamo Firenze, la guerra e la paura, ma anche il coraggio e la capacità di opporsi.

Perché ci piace il libro La bici di Bartali

Certo, anche Gino Bartali aveva paura, ma nonostante il terrore ha comunque fatto ciò che riteneva giusto. Ha salvato vite.

Gino avrebbe salvato chiunque fosse in pericolo, senza considerare il suo paese d’origine, la classe sociale, la religione o l’orientamento politico.

Era un uomo di grande coraggio e profondo altruismo. Il destino gli ha portato via gli anni migliori della sua carriera ciclistica durante la Seconda guerra mondiale, ma come succede spesso, nel momento peggiore lui ha dato il meglio di sé: la sua gentilezza, la sua vita.

Da leggere, sfogliare, vedere e gustare. Anche in classe con i bambini più piccoli. Faranno domande, certo, molte domande. Ma alcune storie meritano di venire raccontate, sempre.

I momenti più difficili e neri della storia dell’essere umano sono da sempre caratterizzati da grandi storie che aspettano solo di venire scoperte, e raccontate, per scaldarci il cuore. Per darci speranza e fiducia nel futuro. Queste storie incredibili, simbolo di coraggio, riescono oggi a raggiungere anche i più piccoli grazie all’attenzione delle case editrici. Raccontare l’orrore della Seconda Guerra Mondiale ai bambini, converrete con me, non è un’impresa facile, ma Megan Hoyt e Iacopo Bruno, rispettivamente autrice e illustratore del bellissimo volume La bici di Bartali (traduzione di Enrico Brizzi, Harper Collins), riescono nell’impresa. La bici di Bartali Megan…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Da leggere

Conclusione : Un bellissimo libro per ricordare il coraggio di Gino Bartali: un ciclista campione, ma soprattutto un campione di coraggio.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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