il campione e la bambina

Il campione e la bambina: Paolo Mirti racconta la storia di Gino Bartali, postino segreto al tempo della Shoah

Firenze e Assisi. Estate 1943-estate 1944.

Il campione e la bambina

Lea Vercelli è una 13enne nata a Padova in una benestante famiglia ebrea. Il padre Elia fu uno dei tanti docenti universitari colpiti dal decreto fascista di espulsione degli insegnanti di “razza ebraica” dalle scuole pubbliche italiane. Insegnava chimica fotografica (i raggi ultravioletti), ha risparmi, riesce a cavarsela.

Vorrebbe comunque portare la moglie Giulia e le figlie (l’altra è Natalia, 8 anni) in vacanza a Porretta Terme sull’Appenino (in Valsugana, dov’erano andati tutti gli anni precedenti, sembra troppo pericoloso).

Anche alle ragazzine era stato vietato di entrare a scuola. Il padre si è occupato della loro istruzione insieme alla comunità ebraica.

Vivono ancora a Padova, tristi e quasi rassegnati al peggio. Riescono a partire per la montagna solo a settembre e, con la svolta dell’8, iniziano a nascondersi lassù.

Sentono parlare del podestà caritatevole di Assisi, la città di San Francesco luogo santo per la cristianità, forse qualcuno potrebbe nasconderli dai rastrellamenti e quel patrimonio essere preservato dai bombardamenti. Ci provano, vi arrivano già a ottobre.

Le pedalate di Gino Bartali

Nel frattempo, il mitico pio conosciutissimo ciclista Gino Bartali, cristiano cattolico praticante, scalatore immenso e vincitore pure del Tour de France nel 1938, sposatosi co Adriana nel 1940 e padre di Andrea dall’anno dopo, sta iniziando a realizzare quanto chiestogli dal cardinale arcivescovo di Firenze: inforcare spesso la bici da solo, pedalare fino ad Assisi per prendere i fogli coi nomi scritti dei profughi ebrei in vario modo lì nascosti con falso nome, tornare in curia per far stampare i documenti falsi, riportarli prima possibile ai profughi per garantirli contro i continui controlli fascisti e nazisti e salvarli così dalla deportazione. Pare facile. Non lo fu. L’80enne Lea ancora ringrazia Bartali.

Paolo Mirti racconta con tatto e precisione una bella storia

Il giornalista pubblicista e apprezzato dirigente comunale (nelle Marche) Paolo Mirti (Foligno, 1961) racconta in terza persona al passato, con tatto e precisione, la biografia del campione Gino Ginettaccio Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000), con particolare attenzione al periodo in cui non si allenava tanto come veniva, ma percorreva in bici i centottanta chilometri da Firenze ad Assisi proprio come postino segreto degli ebrei, contrabbandiere di documenti, corriere degli illegali.

Fa riferimento a reali personalità, amici, parenti, militari e a veri episodi, trucchi, inciampi, drammi.

Il campione e la bambina, ottimo romanzo per ragazzi

La storia ben documentata diventa romanzo per ragazzi (godibile per tutti, ad alta leggibilità), con illustrazioni in bianco e nero, grazie alla verosimile toccante vicenda di una famiglia descritta in prima persona al presente dalla ragazzina Lea, con tutte le disavventure e gli impicci del caso.

I capitoli con al centro lui e lei, il campione e la bambina (da cui il titolo) si alternano. I due non si frequentano ma, nell’ultimo, “per non dimenticare” troviamo Lea vecchia, sposata con figli, che ha sempre seguito “con affetto e riconoscenza” l’esistenza di Bartali e ha continuato a visitare Assisi tutti gli anni dopo essere tornata a Padova.

L’autore ha vissuto per molto tempo ad Assisi (scrivendone anche una guida). Lo zio era don Aldo Brunacci, uno dei componenti del Comitato Clandestino che tra il 1943 e il 1944 salvò davvero centinaia di ebrei rifugiati in città, vicenda ascoltata in famiglia, spunto decisivo per la narrazione (compreso un racconto teatrale), efficace sobria istruttiva.

Il giovane canonico della Cattedrale di San Rufino don Aldo appare a fine settembre del 1943, preso in disparte dal vescovo Nicolini per tradurre localmente le disposizioni ricevute dalla Segreteria di papa Pio XII. Sarà lui il tramite fra tanti nuclei, compreso subito quello di Lea, e l’arcivescovato di Firenze che aveva messo a rischiosa disposizione sia il grande Bartali in bici che la tipografia di un comunista suo amico. Così (pure) andò il mondo.

Il libro

Paolo Mirti
Il campione e la bambina. Storia di Gino Bartali, postino segreto al tempo della Shoah
Illustrazioni di Fabio Sardo
Raffaello, 2022

Valerio Calzolaio

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