Roma, scuole medie. Un novembre e inverno recenti.
Max e Nigel
Max Pagani ha 11 anni e mezzo, fa la seconda A della “Giacomo Leopardi” (un poeta che aveva la gobba e faceva piangere tutti quelli che leggevano le sue poesie). I genitori sono separati. Vede il padre ogni tre o quattro settimane (circa una volta al mese dorme da lui), vive con la madre Benedetta Brennan (nonno irlandese).
Il suo miglior amico e compagno di banco si chiama Nigel, famiglia benestante, madre e padre (lavora alla FAO) che vengono dal Kenya, quattro fratelli maggiori e due sorelle.
Sono inseparabili, li chiamano Maxibon, panna e cioccolato.
Quella mattina, girando la lavagna in classe, si rivela pubblicamente un disegno contro la compagna del secondo banco. La professoressa di matematica s’arrabbia, arriva il direttore. Nessuno alza la mano per prendersi la responsabilità, così vengono messi tutti in punizione: niente ricreazione per cinque settimane.
Max e Nigel, insieme agli altri due cari amici Wheng Chen e Roberto Tardioli (soprannominarti i 4 desperados), tutti in vario modo innamorati delle compagne di classe Tiziana Lorella Simona Debora, decidono di scoprire il colpevole e, con acume e furbizia, ci riescono.
Però quello si prende due giorni di sospensione e vuole vendicarsi. Aiutato dal fratello maggiore non gliela farà passare liscia, innescando una giovanile catena di vessazioni e fantasiose ritorsioni.
È un’avventura dietro l’altra, nel condominio e a scuola: coetanei simpatici (e magari bullizzati) o arroganti (e magari viziati), docenti più o meno attenti, compagni e compagne di altre classi (imparando a invaghirsi), interrogazioni palpitanti (non sono certo i più bravi della classe), misteri da risolvere e scoperte sorprendenti, un’amicizia che si forgia nell’esperienza (per scelta senza invadenze adulte).
L’avventura teen raccontata da Antonio Manzini
Dal 2013 l’attore e regista Antonio Manzini (Roma, 1964) è divenuto uno degli scrittori italiani più seguiti e apprezzati, famoso per i quattordici godibilissimi volumi (oltre ad altrettanti racconti) dell’eccelsa sospesa serie Schiavone e per le relative sei trasposizioni televisive. Ha realizzato belle storie anche prima e dopo, iniziando come regista e sceneggiatore, poi con una pièce per il teatro e altri romanzi duri di vario genere.
Ora si e ci diletta con un romanzo per ragazzi (forse tendenzialmente seriale), il primo di una nuova collana della casa editrice palermitana (non a caso il secondo è una raccolta di racconti di Camilleri).
Stile e struttura di Max e Nigel
La narrazione è in prima persona al presente, come una sorta di diario in presa diretta.
Il ragazzino sa il fatto suo, bravissimo in geografia, e possiede una qualità innata: “riesco a mettermi nei guai fino al collo senza che i guai mi vengano a cercare”.
Insieme a Nigel sono proprio una sodale coppia affiatata (da cui titolo e copertina). A parte la scuola, hanno tante attività fisse ogni pomeriggio, a Max chitarra e inglese piacciono poco, meglio soprattutto la piscina, complementari e in gruppo: “io a dorso, Nigel a farfalla, Wheng è forte a rana e Roberto è imbattibile a stile libero”.
La ventina di belle illustrazioni all’interno del romanzo, significativamente, sono di Toni Tommasi (1960-2024), alcune riprodotte anche in quarta di copertina.
Da regalare a figli o nipoti intorno alla pubertà, affinché lo leggano da soli: “a noi non piace ricorrere ai genitori o ai fratelli più grandi per risolvere i nostri problemi”.
Il libro
Antonio Manzini
Max e Nigel
Illustrazioni di Toni Tommasi
Sellerio, 2025
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