Ci sono bambine e bambini entusiasti di fare qualsiasi cosa; altri che, potendo, si fingerebbero morti. Alcuni che chiacchierano, raccontano, gesticolano, inventano; altri che hanno fatto di “taci e lasciami stare” la propria ragione di vita.

Nel mezzo, purtroppo, ci sono gli adulti. Non tutti sia chiaro, ma in molti si lamentano dei secondi elogiando i primi, amano giocare ridere scherzare con i più “facili da gestire”, mentre tendenzialmente ignorano chi si lascerebbe volentieri cullare dal suono del vento, in solitudine.

Non credo esista il bambino perfetto. Ritengo che anche il più loquace abbia delle paure, mentre il più introverso probabilmente vorrebbe prenderci a sberle un giorno si e l’altro pure perché non riusciamo proprio a capire il suo silenzio.

Il lupo di Saša Stanišić, con illustrazioni di Regina Kehn (traduzione di Claudia Valentini, Iperborea editrice, finalista Premio Letteratura Ragazzi città di Cento, scuola secondaria e anche nella terzina del Premio Andersen 2025 come miglior libro 9/12), è un divertente romanzo dedicato proprio a quei ragazzi che spesso si sentono esclusi o che semplicemente preferiscono escludersi da soli; quelli che odiano stare in compagnia, o che subiscono i dispetti di pochi.

Il lupo

Il protagonista della nostra storia è un ragazzino che vive con la mamma single. È spigliato, tutto sommato ha una parlantina invidiabile. Semplicemente odia la natura. La odia. Odia le zanzare, i rumori della natura, la brezza dei boschi… così quando sua mamma gli comunica che lo ha iscritto a un campo estivo nel bosco dà i numeri.

“Un po’ di natura ti farà bene”.
“Natura? A me? Mamma, da quant’è che ci conosciamo?”
“Le serate attorno al fuoco, le patate al cartoccio sulla brace”.
“Il fumo negli occhi, la lingua ustionata. Per favore. Non c’è fuoco più triste di quello in cui si fanno le patate al cartoccio!”
“Dai, ascolta”, dice lei guardandomi dritto negli occhi. “È solo una settimana. Il campo è immerso in un bosco bellissimo e…”
“In un bosco? Non se ne parla neanche.”

Tra amici nuovi e vecchi e nemici già conosciuti, il protagonista della nostra storia scopre anche che fare l’educatore non è così facile (a dirla tutta gli educatori di questo romanzo non ci fanno una bella figura, tranne il cuoco), e che se ti chiami Jorg, un ragazzino un po’ più strano di lui, la vita potrebbe andare ancora peggio.

Il lupo, un romanzo che non lascia indifferenti

In questo romanzo non mancano arrampicate, cascate, bulli e lupi. Incubi e sogni. Zanzare, molte zanzare e zecche, ma soprattutto è lo spirito gioviale e profondo a caratterizzarlo e a renderlo davvero speciale. Perché, se da un lato ogni pagina rischia di strappare una risata, dall’altra diverse situazioni richiamano alla memoria avvenimenti passati personali, comportamenti e possibilità.

Un bosco che non lascia spazio: riflettere è d’obbligo.

“Tutti hanno paura di qualcosa. Tutti!”, grido. “Non importa di che cosa o quanti anni hai. Non conta che tipo di paura hai, ma il fatto che hai paura!”
Non ho idea di dove sono andato a pescare queste parole, ma suonano bene.
Peccato che suonino bene anche quelle di Bela, quando ribatte: ‘Allora se rimani non avrai niente da perdere, se non la paura’.
Cavoli, non fa una piega! E anche se viene senz’altro da una scatola di cereali, rimango senza parole. Perché si adatta perfettamente al mio vero incubo: Marko.

I finalisti del Premio Letteratura Ragazzi Città di Cento

Su Libri e bambini proponiamo le recensioni dei testi in finale al prestigioso Premio Letteratura Ragazzi Città di Cento.

Finalisti scuola primaria:

I finalisti del Premio Andersen 2025

Su Libri e bambini proponiamo le recensioni dei testi in finale al Premio Andersen 2025.

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I nostri voti

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Bello e originale

Una gita nel bosco può diventare unica se vissuta con estrema attenzione e coraggio

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Avatar Anna Fogarolo

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