Ci sono case altissime, altre che affacciano sull’oceano. Dimone magiche, custodite, stellari. E anche case minuscole, accoglienti. La vera differenza di ogni casa del mondo la fa chi la abita. Così per dar voce a tutti, ma proprio tutti, María José Ferrada e Pep Carrió propongono il volume Case – in Italia per Topipittori contraduzione di Marta Rota Núñez. Un capolavoro!
In queste pagine il lettore può scoprire trentanove modi diversi di abitare una casa, modi originali, folli a volte, ma pur sempre modi.
Case sulle stelle, abitazioni che navigano sul mare, dimore che coprono solo la testa, case matrioska, alloggi condivisi con un canarino. Gialle, blu, grandi piccole, con le radici, sottosopra al contrario… ogni casa prende forma grazie alle abilità di Pep Carrió, e ogni casa racconta una storia tramite le parole di María José Ferrada.
Case

Racconti, brevi testi, introduttivi e profondi accompagnano queste tavole. Un viaggio tra le case, ma soprattutto nelle vite di chi le abita, tra sogni e desideri. I personaggi di ogni abitazione conquistano per follia e immaginazione, o forse proprio perché ci assomigliano.
La casa dei nonni di Amelia Martinez si trova all’interno di un fiore che alle volte è una magnolia e, altre volte, un giglio. La nonna dà da mangiare alle farfalle e il nonno legge un’edizione piccolissima di momenti fatali. Quattordici miniature storiche di Stefan Zweig.
Le stelle si confondono con il polline e la luna illumina come fosse una lampada.
Racconti e immagini si susseguono, strappano sorrisi e sogni, sogni di case folli e incredibili, di storie e immagini.
Si divertono scrittrice e illustratore e si dilettano i lettori perché il volume sembra non avere mai fine. Ogni tavola presenta mille dettagli e ogni storia va oltre l’immaginazione, come a voler chiedere in prestito le poche parole per sintetizzare un mondo nuovo. Immaginare case sembra il lavoro più bello del mondo, perché intimo diverso e infinito.

Melisa Misha, folletta aiutante di bottega, abita in una casa minuscola che si trova sopra un tavolo di cucito, vicino a un albero, a sua volta minuscolo. Il suo lavoro consiste nell’aiutare un sarto ad attaccare bottoni e a infilare i fili nell’ago. Don Nicolàs – così si chiama il sarto – la ripaga per il suo servizio con biscotti a forma di animali e nuvole di filo bianco (un solo biscotto basta a Melisa Misha per cibarsi durante cinque giorni).
Un libro unico, prezioso, capace di far viaggiare e contemporaneamente di costringerci a osservare i dettagli e andare oltre per visualizzare storie, mondi e possibilità. Consigliatissimo.
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