C’è sempre un buon motivo per riscoprire i film di Roald Dahl più amati e fare una maratona cinematografica in famiglia. Naturalmente, la visione dei film va di pari passo con la lettura dei suoi libri per un’esperienza a tutto tondo!
I 10 migliori film tratti dai libri di Roald Dahl
L’autore gallese, scomparso nel 1990, ha lasciato un’eredità letteraria che continua a ispirare registi e produttori di tutto il mondo. Ma quali sono gli adattamenti che vale davvero la pena guardare? Ecco una selezione dei migliori film tratti dalle sue storie, perfetti per far scoprire ai bambini (e riscoprire ai genitori) la magia del suo universo narrativo.
36 Hours (1964): quando Dahl scriveva per adulti
Prima di diventare celebre per i suoi libri per bambini, Dahl era anche un affermato scrittore di racconti per adulti. 36 Hours è l’adattamento cinematografico del suo racconto “Beware of the Dog”, un thriller ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il film, diretto da George Seaton, vede James Garner nei panni di un maggiore dell’esercito americano ferito che viene ingannato dai nazisti: lo fanno credere di essere in un ospedale militare statunitense sei anni dopo la fine della guerra, per estorcergli segreti militari. Un esempio perfetto di come l’abilità narrativa di Dahl non si limitasse alla letteratura per l’infanzia.
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971)
Dimentichiamo il prequel con Timothée Chalamet e il remake di Tim Burton: il miglior adattamento de La fabbrica di cioccolato rimane quello del 1971 con Gene Wilder. Ironicamente, questo è anche il film che Dahl stesso detestava, criticando lo spostamento del focus dal giovane Charlie al bizzarro Willy Wonka e definendo la colonna sonora troppo sdolcinata.
Eppure, a posteriori, possiamo dire che l’autore non fu il miglior giudice del proprio lavoro: la performance di Gene Wilder è entrata nella storia del cinema e canzoni come “Pure Imagination” e “The Candy Man” sono diventate evergreen. Chi può dimenticare la scena di Violet Beauregarde trasformata in un enorme mirtillo? Un classico senza tempo che ha stabilito un parametro difficilmente superabile.
Il GGG (1989): l’adattamento che conquistò Dahl
Tra i film di Roald Dahl, quello che ottenne l’approvazione più entusiasta dell’autore fu Il GGG (The BFG) del 1989. La versione animata diretta da Brian Cosgrove conquistò il notoriamente difficile da accontentare Dahl al punto da fargli tributare una standing ovation alla prima proiezione.
La storia del Grande Gigante Gentile che porta la piccola Sophie (ispirata alla nipote reale di Dahl) in un mondo fantastico pieno di sogni da catturare e snozzcumber da mangiare è l’autore al suo massimo livello di fantasia. Le delicate acquerellature 2D e la voce di David Jason creano un’atmosfera magica che il remake di Steven Spielberg del 2016, nonostante un budget di 140 milioni di dollari, non è riuscito a eguagliare.
Danny, il campione del mondo (1989)
Forse il meno fantastico tra gli adattamenti di Dahl, Danny, il campione del mondo è un film che trabocca di fascino. Jeremy Irons interpreta un padre vedovo che, insieme al figlio novenne (interpretato dal suo vero figlio Samuel), escogita un piano per impedire a un lord senza scrupoli di acquistare la loro terra.
Il regista Gavin Millar avvolge questa storia del dopoguerra in una calda nostalgia perfetta per un pomeriggio piovoso. Pur affrontando temi come la distruzione ambientale e le punizioni corporali (che Dahl stesso subì da bambino), questo gioiello sottovalutato evita con successo di cadere nel sentimentalismo.
Le streghe (1990): il più spaventoso dei film di Roald Dahl
Diretto da Nicolas Roeg, maestro del cinema psicosessuale, Le streghe rimane l’adattamento più oscuro e inquietante dell’intera filmografia dahliana. Un bambino orfano americano e sua nonna norvegese si trovano per caso in un hotel britannico dove una congrega di streghe, mascherate da associazione benefica per bambini, sta pianificando di trasformare tutti i bambini in topi.
Anjelica Huston offre una performance deliziosamente malvagia come la Grande Strega: la scena in cui rivela il suo vero aspetto con artigli, naso appuntito e verruche è roba da incubi (le protesi della Jim Henson Company richiedevano sei o sette ore di applicazione). Anche questo film, come Willy Wonka, non piacque a Dahl, che lo definì “totalmente orribile” per via del finale più felice rispetto al libro.
Matilda (1996): Danny DeVito dirige un classico
Danny DeVito si occupò di tre ruoli in questa prima iterazione cinematografica di Matilda: narratore, regista e attore (insieme alla moglie Rhea Perlman) nei panni dei genitori negligenti della protagonista. Mara Wilson è adorabile come la prodigiosa bambina che scopre di avere poteri telecinetici, ma è Pam Ferris a rubare la scena nel ruolo della feroce preside Mrs. Trunchbull.
Chi può dimenticare il povero Bruce Bogtrotter costretto a mangiare un’intera torta al cioccolato, o la studentessa lanciata per le trecce? A differenza dell’adattamento teatrale musicale di Tim Minchin e del suo trasferimento cinematografico del 2022, questo classico dal humor nero non aveva bisogno di grandi coreografie per intrattenere.
James e la pesca gigante (1996)
L’altro adattamento dahliano del 1996 racconta la storia di un ragazzo che ottiene un sacchetto di lingue di coccodrillo capaci di ingigantire qualsiasi cosa tocchino. Il passaggio dall’azione dal vivo all’animazione in stop-motion fu una scelta ispirata che rese James e la pesca gigante una vera delizia cinematografica.
Mentre Joanna Lumley e Miriam Margolyes interpretano alla perfezione le zie spregevoli, il volo di fantasia decolla davvero quando il giovane protagonista orfano e i suoi nuovi amici antropomorfi attraversano l’Atlantico in forma animata. Precedentemente considerato inadattabile per la sua natura onirica, il regista Henry Selick (già dietro Nightmare Before Christmas) lo fa sembrare un gioco da ragazzi.
Fantastic Mr. Fox (2009): Wes Anderson incontra Dahl
Da George Clooney e Meryl Streep a Bill Murray e Owen Wilson, Fantastic Mr. Fox vanta indubbiamente il cast più stellare tra i film di Roald Dahl, anche se tutti appaiono in forma di animali antropomorfi in stop-motion. Wes Anderson tratta il suo eroe letterario con rispetto pur imponendo i propri tocchi stilistici e narrativi.
Il regista espande la favola morale per approfondire questioni di classe, genere e potere, mentre l’universo visivo è definito da una palette autunnale (c’è almeno una tonalità di arancione in ogni singolo fotogramma). Parte film di rapine, parte parabola sociale, parte dramma esistenziale, questo evidente lavoro d’amore fu battuto all’Oscar per il Miglior Film d’Animazione solo da Up della Pixar.
Esio Trot (2015): l’amore non ha età
Pubblicato appena due mesi prima della morte di Dahl nel 1990, Esio Trot (il cui titolo italiano del libro è Agura Trat, ovvero “tartaruga” al contrario, proprio come “Esio Trot” è “tortoise” al contrario in inglese) vide l’autore abbandonare ogni senso di crudeltà per consegnare una storia d’amore tra anziani che scalda il cuore. Chi meglio di Richard Curtis (sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale e Love Actually) poteva aiutare ad adattarla?
Il film TV della BBC vede Dustin Hoffman e Judi Dench recitare contro tipo: lui come un pensionato disperatamente timido che trascorre le giornate curando il giardino del balcone, lei come una vedova dallo spirito libero. Grazie alle interpretazioni toccanti, all’ambientazione immersiva e a un delizioso schema di corteggiamento che coinvolge un finto incantesimo e ben 100 tartarughe, il romance fantasioso conquista dall’inizio alla fine.
La meravigliosa storia di Henry Sugar e altre tre storie (2024)
Quattordici anni dopo aver dato il suo trattamento iperstilizzato a una delle storie più famose di Dahl, Wes Anderson ha fatto lo stesso con una delle più oscure. La meravigliosa storia di Henry Sugar vede Benedict Cumberbatch nei panni di un giocatore d’azzardo che adotta una forma mistica di yoga che gli permette di barare al blackjack. In un colpo di scena alla Robin Hood, però, usa i suoi guadagni illeciti per aiutare chi ne ha più bisogno.
Il cortometraggio del 2023 ha fatto vincere ad Anderson un Oscar (finora, è l’unico adattamento di Dahl ad averlo fatto). Anderson ha poi affrontato in rapida successione altri racconti di Dahl: Il cigno, Il derattizzatore e Veleno. Un anno dopo, tutti e quattro i corti sono stati combinati in un’antologia presentata come una serie di film proiettati su una rete britannica fittizia alla fine degli anni ’70. Mantenendo la prosa di Dahl sostanzialmente intatta, l’opera ha evidenziato come l’autore fosse tanto un maestro della parola quanto un narratore.
Perché vedere i film di Roald Dahl con i bambini
Gli adattamenti cinematografici delle opere di Roald Dahl offrono molto più che semplice intrattenimento: sono finestre su un universo dove l’immaginazione non conosce limiti, dove i bambini possono essere eroi e dove la giustizia, per quanto bizzarra, finisce sempre per trionfare.
Che siate fan di vecchia data o genitori alla ricerca di film di qualità da guardare con i vostri figli, questa selezione di film di Roald Dahl rappresenta un viaggio attraverso decenni di cinema, stili di animazione e interpretazioni registiche diverse, tutte accomunate dalla fonte inesauribile di creatività di uno degli autori più amati di sempre.
E se dopo la maratona cinematografica volete approfondire, non dimenticate di leggere (o rileggere) le frasi più belle e significative che Dahl ci ha lasciato in eredità.
Via | Mentalfloss
Foto | Carl Van Vechten, Public domain, da Wikimedia Commons










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