Mostri nella notte

Mostri nella notte: Mats Strandberg racconta la bellezza della diversità

Affrontare il tema della diversità, di quanto il diverso da noi ci fa paura, con i bambini non è semplice. Di esempi di cronaca ne è pieno il mondo, ma spesso i bambini ci osservano dubbiosi. La cattiveria verso il diverso, per colore, etnia o cultura, faticano davvero a capirla. Per i bambini non ci sono bambini neri e bianchi ma solo bambini. Al massimo sono marroni, come mi ha diligentemente corretta mia figlia anni fa. La cultura è un argomento complesso che anche noi adulti fatichiamo ad assimilare. È più facile e veloce allontanare ciò che non capiamo e chiuderci in una presunta perfezione che di perfetto in realtà ha poco o nulla.

Quando incontro romanzi per bambini e ragazzi che riescono nell’impresa di spiegare il diverso in maniera limpida, pulita, con parole adatte a loro esulto di gioia. Ed è questo il caso di Mostri nella notte, di Mats Strandberg, illustrazioni di Sofia Falkenhem, traduzione di Samantha K. Milton Knowles, edito da De Agostini. È la prima uscita di una trilogia per bambini capace di stimolare la fantasia e il piacere della lettura, grazie all’alta concentrazione di mostri, e contemporaneamente di far riflettere… anche noi adulti.

Mostri nella notte

Mostri nella notte
Mostri nella notte

Frank Steen è un bambino come tanti, ama leggere e se ne sta un po’ sulle sue tanto che viene preso spesso di mira dai bulletti della scuola, isolato anche alle feste. Cerca di vivere tranquillamente ammettendo, però, che si sente un po’ solo e soprattutto fuori posto in un mondo così noioso, diverso dai suoi amici libri.

Frank ha una vicina di casa davvero stramba, Alice. Lei capisce anche senza bisogno di spiegare, è attenta e cucina divinamente. Alice ha anche un cane, Uffe, peloso, coccolone e molto simpatico. Il giorno del suo nono compleanno durante la festa a cui non è venuto nessuno Uffe lo morde, per sbaglio è bene dirlo: Frank gli stava dando un pezzo di torta quando per la foga e la felicità Uffe gli ha morso anche il dito.

Da quel momento la vita di Frank cambia, del tutto. Di notte si trasforma in un mostro, un cane mannaro (anche se alla fine scopriamo che no, Frank non è diventato un mannaro). La comunità lo vuole uccidere, tutti si danno alla frenetica caccia al mostro, hanno paura e lo devono eliminare.

Non c’è motivo di aver paura

Inizia così questa originale storia, sottolineando quanto il diverso ci colga impreparati, anche quando non c’è alcun motivo di avere paura. Frank è sempre Frank anche se ha cambiato forma e non vuole fare male a nessuno. La nostra reazione è violenta, troppo violenta.

«Credo che il mostro sia diverso» ha detto infine. «E le persone hanno paura di chi è diverso. Non lo capiscono. Non sanno cosa vuole. E allora è facile pensare che il mostro voglia fare del male».

Alice ha capito, ma cerca di non infierire troppo sul cambiamento improvviso che sta destabilizzando il suo giovane amico, e un giorno Frank rischia di annegare nel lago ma viene salvato da due bambini, o meglio…. due fantasmi.

Un romanzo piacevole

Dinamico, coinvolgente, capace di incuriosire parola dopo parola, Mostri nella notte è un romanzo davvero piacevole, adatto anche per i bambini più piccoli alle prese con le prime esperienze di romanzi perché riesce a raccontare in maniera semplice, con periodi adatti, e a catturare l’attenzione.

Le illustrazioni sono invitanti e l’uso del blu in ogni sua tonalità riesce a donare ancora più mistero alla storia, oltre a spezzare le pagine troppo scritte che potrebbero spaventare i bambini meno esperti nella lettura.

Lo consiglio, perché aiuta a capire che il diverso va prima conosciuto e che ci perdiamo delle occasioni incredibili solo per paura.

Affrontare il tema della diversità, di quanto il diverso da noi ci fa paura, con i bambini non è semplice. Di esempi di cronaca ne è pieno il mondo, ma spesso i bambini ci osservano dubbiosi. La cattiveria verso il diverso, per colore, etnia o cultura, faticano davvero a capirla. Per i bambini non ci sono bambini neri e bianchi ma solo bambini. Al massimo sono marroni, come mi ha diligentemente corretta mia figlia anni fa. La cultura è un argomento complesso che anche noi adulti fatichiamo ad assimilare. È più facile e veloce allontanare ciò che non capiamo e…

Score

Storia
Leggibilità
Illustrazioni
Prezzo

Utile

Conclusione : Un romanzo accattivante, ben scritto e utile anche per affrontare il difficile tema della diversità, così complessa e spesso non accettata.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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