L'unicorno dal corno d'oro

L’unicorno dal corno d’oro ovvero l’importanza di credere ai propri sogni

I sogni dei bambini dovrebbero venire tutelati per legge: una sorta di patrimonio mondiale a cui tutti noi, adulti, dovremmo portare rispetto. E invece, purtroppo, spesso siamo proprio noi adulti a spingere i bambini, a stimolarli verso la realtà per concedere meno tempo alla fantasia.

Ora so che in molti mi diranno che non è vero, che i bambini sono liberi di sognare, che rispettiamo sempre i loro desideri e via dicendo. Ma vi chiedo: ne siete proprio sicuri? Quando il bambino di casa viene a rivelarvi con enorme soddisfazione che lui da grande vuole fare l’acchiappa fantasmi, il cavaliere o il supereroe, lo prendete seriamente o… gli date poca importanza, perché tanto poi cresce?

Quando parliamo di sogni dei bambini dobbiamo per prima cosa renderci conto che questi includono il fantastico così come i desideri, le aspettative, e, a mio avviso, andrebbero sempre incoraggiati, anche se includono un volo con un mantello o un unicorno d’oro.

L’unicorno dal corno d’oro

L’unicorno dal corno d’oro

L’unicorno dal corno d’oro di Sylvaine Nahas (Arka edizioni), è ambientato a Venezia, e fin dalle prime pagine il talento grafico di Bimba Landmann permette a tutti di ammirare questa incantevole città sotto occhi nuovi, colori inimmaginabili e scorci da scoprire.

Qui, a Venezia, troviamo Nicolò un bambino che ama sognare. Come dargli torto? Anch’io non potrei fare altro che sognare osservando il bellissimo paesaggio di Venezia.

Ma gli adulti non la pensano come Nicolò: questa sua mania di perdere tempo a sognare proprio non la capiscono, tanto che continuano a fargli fretta, perché a loro avviso sta perdendo solo tempo.

Cosa sogna Nicolò? Non lo immaginerete mai! Nicolò sogna un unicorno dal corno d’oro, bellissimo, luminoso. Lo sogna perché desidera accarezzarlo e ammirarlo.

La storia procede impietosa: Nicolò sogna e gli adulti gli chiedono cosa esattamente sta sognando, e quando Nicolò fiero risponde che sogna l’unicorno d’oro, la risposta dei grandi è sempre la stessa:

Oh, piccolo sognatore, l’unicorno non esiste, lo sai. Smetti di fantasticare e sbrigati, su!

Nicolò però è un bambino tosto, sa bene cosa vuole e continua a sognare nonostante i richiami della maestra, della nonna ecc. Tuttavia un giorno ecco che il nonno capisce. Non solo: lo incoraggia a continuare a sognare, a cercare l’unicorno nella pittura, nella scultura, nella musica. E termina con un consiglio per tutti noi:

Anche da grande, non smettere mai di sognare.

Un albo utile e bello

L’unicorno dal corno d’oro è un bellissimo albo per tutta la famiglia. Da un lato incoraggia i bambini a sognare, creare e immaginare; dall’altro porta a riflettere noi adulti sull’importanza della fantasia a qualsiasi età.

Particolare attenzione meritano le illustrazioni, oniriche, quasi impalpabili: sono perfette per questa storia, riescono a fondere realtà e fantasia e a donarci nuovi orizzonti da ammirare.

I sogni dei bambini dovrebbero venire tutelati per legge: una sorta di patrimonio mondiale a cui tutti noi, adulti, dovremmo portare rispetto. E invece, purtroppo, spesso siamo proprio noi adulti a spingere i bambini, a stimolarli verso la realtà per concedere meno tempo alla fantasia. Ora so che in molti mi diranno che non è vero, che i bambini sono liberi di sognare, che rispettiamo sempre i loro desideri e via dicendo. Ma vi chiedo: ne siete proprio sicuri? Quando il bambino di casa viene a rivelarvi con enorme soddisfazione che lui da grande vuole fare l’acchiappa fantasmi, il cavaliere…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Evviva i sogni!

Conclusione : Un albo illustrato molto particolare e studiato con estrema attenzione, dalla parte dei bambini ma capace di far riflettere anche noi adulti che a volte dobbiamo ricordarci di continuare a sognare.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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