A pari merito

A pari merito: Lia Celi spiega perché più diritti per le ragazze significano più libertà per tutti

Come raccontare il femminismo ai ragazzi e alle ragazze? In che modo affrontare argomenti così complessi e ancora protagonisti di tanti accesi dibattiti? Come renderli partecipi di un cambiamento che, certo, è iniziato molti anni fa, ma è ancora in corso? Lia Celi risponde a tutti questi dubbi, che confesso candidamente sono anche i miei, proponendoci un romanzo capace di raccontare il passato calandolo nel presente, riuscendo a raccontare il femminismo ai più giovani, di entrambi i sessi, in una maniera nuova e stimolante.

A pari merito

Lia Celi, A pari merito

A pari merito. Più diritti per le ragazze, più libertà per tutti! di Lia Celi (Einaudi Ragazzi), possiamo presentarlo con diverse formule: romanzo per ragazzi, romanzo di formazione e via dicendo. Ma ritengo che queste etichette stringano un po’.

A pari merito è sì un romanzo per ragazzi, e certo illustra tematiche complesse e storiche, ma soprattutto è una storia avvincente capace di catturare l’attenzione nel presente per spiegare non solo alcuni fatti storici ma anche differenze di genere, stereotipi, il movimento #MeToo. Situazioni che se da un lato possono sembrare limpide e chiare a noi adulti (e non ne sono così sicura), dall’altro per ragazzi e ragazze spesso rappresentano l’apice di un minestrone incredibile. Fatti troppo recenti per venire approfonditi durante le lezioni di storia, ma troppo passati per meritare spazio nella cronaca.

Eppure, i diritti sono tema di discussione anche oggi, anche se affrontati di fretta e a volte con un velo eccessivo di gossip (vedi il movimento #MeToo, sacrosanto, ma approfondito come cronaca rosa da molti giornali).

Come può un solo romanzo affrontare così tanti argomenti? Raccontando la storia di Fulvio, giovane attore diventato famoso grazie alla pubblicità dei formaggini e al soprannome che ne è derivato, SpalmaGhiotto.

Più diritti per le ragazze, più libertà per tutti

Fulvio deve fare un provino per una fiction storica, in costume. Terrorizzato dall’idea di vestire alla marinaretta il ragazzo si ritrova sul set di “Uguaglianza a tempo di valzer” dove conosce attori, registi, sceneggiatori.

Essere sul set di un film è già un’avventura senza precedenti: dai truccatori agli assistenti si respira un’aria nuova, diversa. Se poi il film è ambientato nel ‘900, tra costumi e scene, tutto risulta ancora più fantastico, se non fosse che… il film parla delle lotte delle suffragette, degli scioperi delle donne, dei diritti. E Fulvio di questi argomenti non conosce proprio nulla.

Una citazione dal libro A pari merito di Lia Celi

– Lo spettatore medio ne sa ancora meno di te, – sospira Clara. – Del resto, non se ne parla mai. La storia che si studia a scuola è un film con un cast tutto al maschile. Re, condottieri, politici, scienziati… Uomini, sempre e solo uomini. Come se noi donne non fossimo esistite!

– O come se tutt’al più fossimo state semplici spettatrici delle gesta maschili, – aggiunge Tania. – Mai protagoniste in prima persona. Anche le grandi regine, come Cleopatra o Caterina di Russia, venivano liquidate in poche righe. Forse è per questo che da bambina non riuscivo ad appassionarmi alla storia. Mi sentivo un’estranea.

– Io sono un maschio, ma non mi appassiono lo stesso, – brontolo. – Cosa c’entrano con la mia vita tutte quelle date e quei nomi scritti su un libro?

Clara mi lancia uno sguardo comprensivo: – Fulvio ha ragione. I libri spesso sono freddi, aridi. Una buona fiction storica, invece, insegna ed emoziona. E può raccontare argomenti che a scuola di solito si trascurano, come la condizione femminile e le lotte delle donne per conquistare i loro diritti. E proprio questo sarà Uguaglianza a tempo di valzer. Ma ci saranno anche tutti gli ingredienti per inchiodare il pubblico alla poltrona: passione, coraggio, amore, drammi personali… e costumi favolosi, naturalmente! Credo che la costumista abbia in mente per il nostro Fulvio un completo alla marinaretta, con i calzoni al ginocchio.

La scoperta della storia

Grazie alle splendide protagoniste del romanzo, dalla piccola Zoe alla sceneggiatrice, dalla truccatrice all’agente, un po’ agitata ma certo indispensabile, Fulvio scopre un passato e un presente fino a oggi sconosciuto, tanto da sposarne le ragioni e agire per permettere alla fiction di trovare il suo giusto spazio nel mondo.

Un’ottima lettura, per tutti, per conoscere e valutare, senza effetti strappalacrime o prese di posizione drastiche, ma semplicemente per il gusto di capire, andare oltre stereotipi radicati, e oltre, anche, una disinformazione a cui tutti noi stiamo rischiando di cedere la ragione.

Un modo diverso per avvicinare i ragazzi, sia maschi che femmine, verso la storia ma anche l’attualità, verso quei diritti che troppo spesso diamo per scontati e invece nascondo storie personali e globali di estrema importanza.

A pari merito: un libro da leggere

Attenzione, A pari merito non è un libro femminista, e nemmeno un libro dalla parte delle donne, per favore non fate l’errore di cadere in questa divisione. È un libro che racconta la storia, ma lo fa con un occhio di riguardo per i giovani lettori, e per i loro sogni.

Come raccontare il femminismo ai ragazzi e alle ragazze? In che modo affrontare argomenti così complessi e ancora protagonisti di tanti accesi dibattiti? Come renderli partecipi di un cambiamento che, certo, è iniziato molti anni fa, ma è ancora in corso? Lia Celi risponde a tutti questi dubbi, che confesso candidamente sono anche i miei, proponendoci un romanzo capace di raccontare il passato calandolo nel presente, riuscendo a raccontare il femminismo ai più giovani, di entrambi i sessi, in una maniera nuova e stimolante. A pari merito Lia Celi, A pari merito A pari merito. Più diritti per le ragazze,…

Score

Storia
Leggibilità
Prezzo

Conoscere è fondamentale

Conclusione : Un romanzo da leggere, per conoscere la storia e il presente, per dare volti e speranza alle donne che hanno cambiato il passato e una ragione ai diritti troppo spesso ancora oggi dimenticati

Voto Utenti : 4.8 ( 1 voti)

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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