Dillo al prof

Dillo al Prof: diciamo grazie a Sandro Marenco

Solitamente in queste pagine virtuali presentiamo libri per bambini e libri per ragazzi, illustrati o romanzi. In sintesi storie. Storie per appassionarli alla lettura, storie da avere e possedere. Storie da sognare.

Oggi però voglio fare uno strappo alla regola e presentarvi un libro “diverso”. Un libro per ragazzi ma anche per adulti, genitori e non. Un testo strano perché colmo di storie e di emozioni a sua volta ma che si può leggere a singhiozzo, o tutto d’un fiato; strano perché non racconta una storia ma un fiume di storie; diverso perché conquista anche senza buoni e cattivi, e riesce a farci riflettere, noi lettori, indipendentemente dalla età.

Dillo al Prof di Sandro Marenco (edizioni Salani), è un progetto che vede la sua origine primaria durante quell’assurdo lockdown che ci ha visto tutti coinvolti nel marzo 2020.

Il lockdown e la chiusura delle scuole

Personalmente quando ho messo a fuoco che avrebbero chiuso le scuole ho vacillato, non per il disagio di dovermi tenere i bambini a casa, no. Ho vacillato perché in quel momento mi sono resa conto della portata dell’evento: fino a un attimo prima le notizie di questo virus arrivavano più o meno insistenti, preoccupavano, certo, ma senza creare panico. La chiusura della scuola ha invece segnato un distacco enorme tra presente e passato. Quel luogo di cultura, così criticato ma anche così sicuro, quel diritto inviolabile non solo all’istruzione ma anche alla socializzazione, alla crescita. Ebbene quella mia grande certezza fin da bambina veniva chiusa. Ed è rimasta chiusa fino all’estate. Ancora oggi stiamo raccogliendo i cocci di quel periodo, delle successive quarantene isolate, della DAD, del distanziamento sociale… perché bambini e ragazzi per crescere hanno bisogno di istruzione, ma anche di socializzazione.

Dillo al Prof

Dillo al prof
Sandro Marenco, Dillo al Prof

Tornando al prof Sandro, non so come dirlo ma credo che la via diretta sia la più efficace: grazie. Grazie perché in quei giorni assurdi hai trovato la forza di andare oltre la DAD e la paura, hai sfidato la tecnologia e sei entrato nel loro mondo, Tik Tok, li hai raccolti e accolti, ma soprattutto li hai ascoltati. In un momento dove anche gli adulti si erano persi, spaventati di fronte a un fatto così imprevedibile, potevi fare altro, altro da loro, e invece c’eri, e ci sei. E credo che per i ragazzi, nonostante gli errorini, persone come te sono fondamentali.

In Dillo al Prof Sandro Marenco, il prof che è riuscito a costruire una classe sui social di oltre 300 mila ragazzi, si prende più spazio, più tempo, prova a spiegare a chi non c’era e a concedersi più parole a chi l’ha seguito fin dall’inizio. Risponde alle domande dei ragazzi e contemporaneamente cerca di spiegare al lettore il perché delle sue scelte.

È un fiume in piena Sandro, di fatti, aneddoti, emozioni, e nel mezzo di tutte queste parole l’aspetto che mi ha particolarmente colpita è l’enorme affetto indiscusso che dimostra a ogni singolo ragazzo o ragazza (e qualche adulto) che nel tempo lo hanno contattato, e anche a chi per mille motivi non ha trovato il coraggio di scrivergli ma c’è, è sempre presente e lo segue.

Insegnare ai tempi di una pandemia

Racconta Sandro. Narra le sue vicende personali, gli errorini commessi (uno spasso, mi sono sentita meno sola), le difficoltà che anche lui ha vissuto in quel periodo. Riporta stralci di conversazioni e dopo mesi di riflessione cerca di dare più spazio alle loro ma anche alle sue emozioni.

Il nostro vero lavoro è l’educazione dei ragazzi. Lo sostengo da tempo: i professori sono prima educatori, e poi docenti. La materia che insegniamo – l’inglese, la matematica, la storia o l’educazione civica, non fa differenza – per me è una chiave che ci permette di entrare in classe, che ci offre la possibilità di instaurare un contatto con gli studenti, e questo è solo il punto di partenza per costruire un dialogo, uno scambio e un pezzo di cammino di vita insieme.

Il progetto educativo che si ha con ogni singolo studente passa anche attraverso i piccoli gesti, sguardi e chiacchiere alla macchinetta del caffè.

Dillo al prof e l’importanza dei social

I social non sono solo una perdita di tempo, i ragazzi non perdono tempo mentre si relazionano anche online, certo, non è tutto rosa e fiori, ma riuscire ad entrare nel loro mondo virtuale, o meglio a creare una stanza dove poterli accogliere se vogliono entrare, è stata un’impresa immensa, impegnativa, immagino. E leggendo questo libro credo che apparirà a tutti ovvio del perché e come il Prof Sandro sia riuscito nell’intento: quello che ha donato sui social ai ragazzi non sono solo nozioni, ma affetto e soprattutto ascolto. Grazie.

Solitamente in queste pagine virtuali presentiamo libri per bambini e libri per ragazzi, illustrati o romanzi. In sintesi storie. Storie per appassionarli alla lettura, storie da avere e possedere. Storie da sognare. Oggi però voglio fare uno strappo alla regola e presentarvi un libro “diverso”. Un libro per ragazzi ma anche per adulti, genitori e non. Un testo strano perché colmo di storie e di emozioni a sua volta ma che si può leggere a singhiozzo, o tutto d’un fiato; strano perché non racconta una storia ma un fiume di storie; diverso perché conquista anche senza buoni e cattivi, e…

Score

Una lettura molto utile

Conclusione : Un libro capace di risvegliare ricordi, e di capire il mondo dei ragazzi e delle ragazze, ma che una confessione a noi lettori che finalmente possiamo conoscere meglio il social prof Sandro Marenco.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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