Bambini perfetti

Bambini perfetti: Sabrina Rondinelli scrive un romanzo che conquista

Siamo ossessionati dalla perfezione. Inutile negarlo: siamo spaventati dalla diversità al punto da considerarla il male. Questo nei grandi dibattiti quotidiani, ma anche nella realtà di tutti giorni.

Vogliamo case perfette, visi perfetti (ma come ci riuscite ad apparire sempre freschi e rilassati?), giardini da competizione con aiuole immacolate ed erba finta. E ci valutiamo in base ai risultati dei nostri figli: così il più bravo a scuola è sicuramente intelligente, e il bambino scatenato o meno attento ha sicuramente problemi.

Forse dobbiamo davvero cercare di fermarci un attimo e andare oltre l’apparenza per iniziare a valutare con maggiore serenità ogni dettaglio delle persone, bambini in particolare, lasciando andare certezze assolute che così assolute non sono. Così come non esistono bambini perfetti.

È un colpo al cuore lo so, ma qualcuno lo deve pur dire: i bambini e le bambine perfetti non esistono. Non nella realtà, almeno.

Bambini perfetti di Sabrina Rondinelli (illustrazioni di Simone Massoni, Marietti Junior), è un ottimo romanzo per bambini e adulti, e merita di venire custodito accanto al cuore di ogni giovane lettore.

L’autrice ci presenta una storia avventurosa e coinvolgente, ma soprattutto ci fa riflettere sul significato di perfezione. Mette in evidenza in maniera implacabile i torti, enormi, di noi adulti, sempre pronti a correggere e modificare i bambini, ma così disattenti di fronte alle loro reali necessità.

Bambini perfetti

La storia è lineare e colpisce dritto al punto senza giravoltole. Leo è un bambino normalissimo, intelligente, ama scavare in giardino (se nutrite dubbi sulla normalità degli scavi in giardino allora DOVETE leggere questo libro) e ascoltare musica a tutto volume. Viene quotidianamente sgridato dai genitori, ma nella vita se la cava egregiamente.

Un giorno suo papà lo accompagna a prendere un pulmino, guidato da un inquietante coniglio rosa. Destinazione un campo estivo in mezzo alla natura.

E invece no, Leo e i suoi compagni di viaggio non raggiungono mai la meta ma vengono rinchiusi in un puzzolente magazzino: i loro genitori hanno deciso di rottamarli, al loro posto hanno acquistato dei robot, identici a loro, ma perfetti.

Leo ammise: — È vero, sono disordinato, chiassoso, non mi piacciono le regole, qualche volta non riesco a stare fermo, lo dice anche la mia maestra che sono un tipo agitato. Ma in fondo che cosa pretendono da me? Io sono soltanto un bambino. Come voi. Alla nostra età è normale essere disordinati e fare un sacco di cose stupide. Se sapessimo già comportarci in modo perfettamente responsabile, allora non avremmo bisogno dei genitori. Non è a questo che servono, i genitori? A insegnare ai bambini a diventare grandi?

Leo aveva parlato senza prendere fiato, con gli occhi accesi, e il suo discorso venne accolto da un coro unanime di approvazione. Qualcuno gli diede una pacca sulle spalle.

Ovviamente il gruppo di bambini e bambine, di tutte le età, diversi ma estremamente svegli, in un primo momento rimangono sconvolti: ma come, i nostri genitori non ci vogliono più? In un secondo momento decidono di reagire…

Un romanzo che conquista

Come sempre non ho alcuna intenzione di svelarvi il finale, ma posso sostenere con assoluta convinzione che questo romanzo vi conquisterà.

È originale, scritto in maniera impeccabile, lineare, e riesce a far riflettere senza dilungarsi con testi e metafore troppo complesse.

Colpisce al cuore e riesce a ridare enorme dignità all’unicità che appartiene a ognuno di noi.

Siamo ossessionati dalla perfezione. Inutile negarlo: siamo spaventati dalla diversità al punto da considerarla il male. Questo nei grandi dibattiti quotidiani, ma anche nella realtà di tutti giorni. Vogliamo case perfette, visi perfetti (ma come ci riuscite ad apparire sempre freschi e rilassati?), giardini da competizione con aiuole immacolate ed erba finta. E ci valutiamo in base ai risultati dei nostri figli: così il più bravo a scuola è sicuramente intelligente, e il bambino scatenato o meno attento ha sicuramente problemi. Forse dobbiamo davvero cercare di fermarci un attimo e andare oltre l’apparenza per iniziare a valutare con maggiore serenità…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Consigliato

Conclusione : Un romanzo da leggere tutto d’un fiato: bambini e adulti potrebbero imparare ad ammirare anche l’imperfezione.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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