da grande farò

Da grande farò, una collana inclusiva per ogni bambinə

Il piccolo di casa ha le idee molto chiare sul cosa farà da grande. E come ogni grande idea tramonta in un battito di ciglia. Siamo passati dal neurochirurgo al ghostbusters, dal geologo al ballerino, il tutto preso con molta serietà da ogni componente della famiglia.

Per questo abbiamo la casa colma di libri sul cervello: dagli illustrati fino a vere e proprie enciclopedie dettagliate a modellini in scala. Inoltre, fantasmi e libri sui misteri; una raccolta di pietre oltre a uno zaino di scuola che pesa tre volte il normale perché “mamma le pietre del giardino della scuola sono interessantissime” e in attivo un corso di Hip Hop.

E probabilmente è proprio per questo che non appena ho visto la nuova collana Da grande farò di Magda Gargulakova (con illustrazioni di Patrick Corrigan, Il Castello/IdeeAli edizioni) mi sono illuminata. Perché se da un lato il desiderio “voglio fare il ballerino” è stato accolto esattamente come il neurochirurgo, ammetto che inizialmente ero un po’ preoccupata per l’evidente mancanza di ballerini al corso. Preoccupazione solo mia, dato che il pargolo è entrato senza nemmeno guardarsi attorno e ignorando la questione di genere dalla prima all’ultima lezione.

Da grande farò

da grande farò

Da grande farò risponde alle classiche domande che gli adulti solitamente fanno ai bambini e alle bambine in modo molto preciso e articolato. Soprattutto riesce ad andare ben oltre il classico dei classici: mestieri da uomo e mestieri da donna.

Partendo quindi dal presupposto che questa divisione è oramai appartenente al passato, i primi due volumi Da grande farò… BALLERINƏ CLASSICƏ e Da grande farò… DOTTORƏ raccontano a tutti i bambini e a tutte le bambine come si fa a diventare ballerinə classicə o dottorə, e lo fanno utilizzando il tanto discusso schwa, Ə.

Io che amo la lingua italiana proprio perché viva e capace di adattarsi a tempi, esigenze e cambiamenti, ho apprezzato particolarmente questa scelta.

E se vi state chiedendo se ə è una soluzione adatta ai bambini e alle bambine, vi rispondo che è solo una lettera. I bambini sanno andare oltre al genere da sempre: sono gli adulti che alzano le barriere, non certo i bambini.

Tornando ai due libri, bambini e bambine scopriranno con parole molto semplici e disegni puliti e lineari cosa fa un dottorə, cosa significa specializzarsi, come è fatto un ospedale. Ma anche cosa fanno i ballerinə classicə, quali sono le posizioni base, come è fatto un teatro… dettagli indispensabili per realizzare i sogni.

Una collana coraggiosa, perché di fatto l’uso della Ə è al centro di una bufera che vede contrapposti (non so bene dirvi chi) in favorevoli e i contrari quasi come un tifo da stadio. Devo fare i complimenti a Il Castello/IdeeAli per questa scelta, e consigliare a tutti voi di non farvi scappare questi importanti libri.

Il piccolo di casa ha le idee molto chiare sul cosa farà da grande. E come ogni grande idea tramonta in un battito di ciglia. Siamo passati dal neurochirurgo al ghostbusters, dal geologo al ballerino, il tutto preso con molta serietà da ogni componente della famiglia. Per questo abbiamo la casa colma di libri sul cervello: dagli illustrati fino a vere e proprie enciclopedie dettagliate a modellini in scala. Inoltre, fantasmi e libri sui misteri; una raccolta di pietre oltre a uno zaino di scuola che pesa tre volte il normale perché “mamma le pietre del giardino della scuola sono…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Ottime letture

Conclusione : Due colorati libri per bambini e bambine pronti a fare tutto, ma proprio tutto, nella loro incredibile vita.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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