Titoli di favole
Titoli di favole famose

Titoli di favole famose: alla scoperta di belle storie da leggere

Prima di andare a vedere quali siano i titoli di favole più famose, è bene ricordare ancora una volta la differenza fra favole e fiabe. Erroneamente spesso li usiamo come sinonimi, ma non lo sono.

La favola è un genere letterario antico, pensiamo a Esopo e Fedro. Si caratterizza per essere un racconto molto breve, con protagonista animali antropomorfi che si configurano come metafore del modo di agire umano, ma che agiscono in un ambiente realistico. Inoltre la favola si conclude sempre con una morale o un insegnamento particolare.

La fiaba, invece, è solitamente un racconto più lungo che ha per protagonisti esseri umani o creature fantastiche come draghi, unicorni o fate. Partendo spesso da credenze e miti popolari, nella fiaba c’è una forte componente fantastico o magica che diventa parte essenziale della trama. La fiaba termina solitamente con un lieto fine.

Andiamo alla scoperta di famosi titoli di favole di Esopo e Fedro, allora!

Titoli di favole famose di Esopo

Esopo scrisse le sue Favole nel VI secolo a.C. Si tratta di una raccolta di favole archetipiche: sono racconti brevi con protagonisti animali antropomorfi e che vogliono comunicare una morale. Esopo scrisse più di 350 favole in totale.

Alcune favole di Esopo

Queste sono alcuni famosi titoli di favole di Esopo.

La volpe e l’uva

La volpe cerca di prendere dell’uva su un albero saltando, ma non ce la fa. Allora rinuncia e va via, dicendo che l’uva è acerba. In questo caso la morale dice che non bisogna giudicare male ciò che l’uomo non riesce fare.

La cicala e la formica

La cicala canta tutta l’estate e prende in giro le laboriose formiche che, invece di divertirsi, raccolgono provviste e la avvisano dei pericoli dell’inverno. Così arriva l’inverno: la cicala, che non ha provveduto a raccogliere cibo, va dalle formiche e chiede alle formiche qualcosa da mangiare, ma queste ribadiscono che avrebbe dovuto pensarci per tempi e la mandano via, lasciandola morire di fame. La morale è chiara: bisogna pensare per tempo alle proprie azioni e assumersi le conseguenze delle proprie decisioni.

Al lupo! Al lupo!

Un contadino si diverte a gridare al lupo per spaventare i concittadini. Dopo diverse volte in cui lancia il falso allarme ecco che il lupo arriva davvero e gli mangia le pecore. Così l’uomo chiede di nuovo aiuto, ma nessuno va ad aiutarlo perché nessuno gli crede più e l’uomo muore insieme alle pecore. Anche qui la morale è chiara: a furia di non dire la verità, non si verrà più creduti neanche quell’unica volta in cui si starà dicendo la verità.

La lepre e la tartaruga

Durante una gara di corsa una veloce lepre incontra una tartaruga che vuole partecipare anche lei e comincia a prenderla in giro per la sua lentezza. La tartaruga, però, prosegue per la sua strada e la lepre corre via velocissima, ma quando arriva in vista del traguardo decide di fermarsi per un riposino convinta che ce la farà comunque. Così la tartaruga finisce per superarla di nascosto e vince la gara.

L’aquila e la volpe

Un’aquila e una volpe strinsero un accordo e andarono a vivere vicine, l’aquila su un albero e la volpe in un cespuglio. Qui nacquero i piccoli della volpe. Un giorno la volpe si allontanò per cercare del cibo e l’aquila, che doveva sfamare i suoi piccoli, prese i piccoli della volpe e li mangiò insieme ai figli. La volpe tornò, capì cosa era successo e cominciò a maledire l’aqula consapevole che non avrebbe potuto vendicarsi perché lei era un animale terrestre e non poteva volare. Un giorno, però, l’aquila rubò una vittima data in sacrificio agli dei e posta su un altare fumante: uno dei visceri incandescente fece andare a fuoco il nido dell’aquila, provocando la caduta dei piccoli. Così la volpe mangiò i piccoli dell’aquila sotto i suoi occhi. La morale è che chi tradisce l’amicizia, anche se sfugge alla vendetta immediata, non può poi sottrarsi alla punizione divina

Fedro e le sue storie

Un altro autore di favole molto famoso è Fedro, il quale scrisse in latino le Fabulae (il titolo completo sarebbe Phaedri Augusti liberti Fabulae Aesopiae). Si tratta di un’opera suddivisa in cinque libri e scritta a inizio del I secolo d.C. In realtà probabilmente in origine c’erano molto più libri, ma sono cinque sono arrivati fino a noi. In questi cinque libri sono raccolti 102 componimenti autentici, mentre esistono altre 32 favole autentiche, ma non comprese nei cinque libri canonici e facenti parte dell’Appendix Perottina.

Nel prologo dell’opera Fedro racconta di essersi ispirato proprio alle storie del collega greco Esopo, vissuto però 600 anni prima. Proprio come Esopo, anche Fedro volle che le sue favole fossero educative, utilizzando gli animali come protagonista. Infatti molte delle favole di Fedro riprendono quelle originali di Esopo, anche se Fedro nelle sue favole usa una serie decisamente più ampia di animali. Ogni favola finisce con una morale.

Titoli di favole di Fedro

Questi sono alcuni titoli di favole di Fedro. Ci soffermiamo sulle più famose.

La volpe e l’uva

Una volpe molto affamata arrivò di fronte a una pergola carica di uva. Saltando cercò di arrivare ad afferrare l’uva, ma non riuscendoci perché l’uva era troppi in alto, rinunciò, sostenendo che non fosse matura e che acerba non gli andava. La morale è riferita a chi minimizza le proprie incapacità e, invece di impegnarsi, decide di lasciare le cose come stanno pensando che sia inutile migliorare le proprie capacità.

La rana scoppiata e il bue

Una rana invidiosa delle dimensioni di un bue al pascolo, si gonfiò per cercare di diventare ancora più grande. Chiese poi ai figli se fosse più grande del bue, ma questi risposero di no. Così si gonfiò ancora di più tendendo la pelle, ma ancora i figli risposero che era il bue il più grande. Ricominciò così a gonfiarsi, ma alla fine il corpo scoppiò e morì. La morale è che è controproducente cercare di mostrarsi più importanti di quanto non si sia: atteggiarsi a quello che non si è si finisce male.

Il cane fedele

Un ladro cerca di dare un bocconcino a un cane per farlo diventare suo amico, ma il cane rifiuta. Lui non chiuderà la bocca per evitare di svegliare il padrone, ma starà ancora più attento affinché il ladro non ne approfitti. La morale è quella di diffidare di chi diventa generoso all’improvviso, evitando di farsi ingannare da false promesse. Solo gli sprovveduti si fanno ingannare da una generosità immotivata, non chi si ragiona e si fida dell’esperienza.

Il lupo e il cane

Un lupo magro e affamato incontra un cane grassoccio e gli chiede da dove arrivi per essere così in forma, lucido e bello. Il lupo è più forte, ma ammette di patire la fame. Così il cane gli spiega che anche il lupo potrebbe stare bene come lui, basta che presti servizio per il padrone.

Incuriosito il lupo gli chiede in cosa consista tale servizio e il cane gli spiega che deve solo custodire la casa di notte e spaventare i ladri. Al lupo non sembra vero e decide di andare col cane, solo che si accorge che il collo del cane è segnato. Il cane gli spiega che il padrone lo tiene legato in modo che possa riposare durante il giorno e rimanere sveglio durante la notte, ma di sera può uscire liberamente e gli danno da mangiare. Il lupo allora gli chiede se si ha il permesso di uscire quando si vuole e il cane ammette che no, non può uscire ogni volta che vuole. Così il lupo lo saluta e va via perché preferisce mangiare poco in libertà che non tanto in prigione.

La morale è sottolineare il valore della libertà: meglio essere liberi a fronte di qualche fastidio che essere ben nutriti, ma privati della libertà

I due muli da soma

Due muli procedono per la strada. Uno trasporta soldi e gioielli e procede fiero e eretto, mettendo in mostra i tesori sul dorso. L’altro trasporta due sacchi d’orzo e procede calmo e tranquillo. Ad un certo punto vengono assaliti dai briganti, i quali si buttano sul primo mulo picchiandolo e rubandogli il prezioso carico, non degnando di uno sguardo il mulo carico d’orzo. Il primo mulo si mette così a piangere, ma il secondo ribadisce che è felice di contare poco in quanto non ha perduto niente e nessuno lo ha ferito. La morale è che ostentare la propria ricchezza senza aiutare chi è povero, finisce con l’attirare i malintenzionati.

Foto | GimpWorkshop via Pixabay

Nymeria

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?

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