buonanotte orazio

Buonanotte, Orazio!: Lorenza Farina racconta la paura del buio

Forse non è l’unica, ma certamente è la paura che accomuna tantissimi bambini della Terra. Il buio. Quel momento della giornata quando si spengono le luci, si attenuano i rumori e si viene avvolti dal silenzio. Quando i cigolii della porta o le gocce del rubinetto sembrano immensi, e si ha l’impressione che le ombre striscino, viscide, fino ad afferrare i piedi.

Quel momento rappresenta LA paura per i bambini. Non tutti, scrivevo, ma sicuramente molti.

Buonanotte Orazio

Buonanotte Orazio

Lorenza Farina in Buonanotte, Orazio! (illustrazioni di Eleonora Pace, edizioni il Ciliegio) riesce a descrivere questa paura, trasmettendo emozioni ma anche ogni singola sensazione. Orazio, protagonista del libro, non solo la vede, ma la sente, la immagina, la osserva. Tanto che la chiama Nemico Numero 1 e Quello.

Quest’ultimo è ciò a cui non riesce sempre a dare un nome, perché la paura lo blocca ma gli fa anche prudere naso, collo, braccia e gambe. Quello che scivola, osserva, attende. Quello che, anche se non ricorda esattamente come si chiama, conosce benissimo, e ne è terrorizzato.

Il Nemico N. 1 di Orazio arriva sempre sul far della sera quando è ora di andare a dormire. S’intrufola nella sua stanza con il passo frusciante di una strega. Poi zoppica come un topo che ha appena litigato col gatto e pizzica peggio di un pidocchio. Orazio si gratta, ma forse è solo la paura che gli fa prudere naso, collo, braccia e gambe.

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Parole e illustrazioni riescono a farci vivere ogni emozione di Orazio, tanto che sentiamo rumori e ne percepiamo i fruscii. Ma, come in ogni favola che si rispetti, ecco la speranza, la luce, la Luna. Perché a volte basta un pizzico di luce per rendere tutto meno spaventoso, e lasciarci tranquilli nel sonno come nella vita.

L’amica Luna accarezza i capelli di Orazio con le sue mani leggere di velo. Lo culla tra le braccia soffici come lana. Orazio finalmente si addormenta di un sonno profondo pieno di sogni.

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Forse non è l’unica, ma certamente è la paura che accomuna tantissimi bambini della Terra. Il buio. Quel momento della giornata quando si spengono le luci, si attenuano i rumori e si viene avvolti dal silenzio. Quando i cigolii della porta o le gocce del rubinetto sembrano immensi, e si ha l’impressione che le ombre striscino, viscide, fino ad afferrare i piedi. Quel momento rappresenta LA paura per i bambini. Non tutti, scrivevo, ma sicuramente molti. Buonanotte Orazio Buonanotte Orazio Lorenza Farina in Buonanotte, Orazio! (illustrazioni di Eleonora Pace, edizioni il Ciliegio) riesce a descrivere questa paura, trasmettendo emozioni ma…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Rassicurante

Conclusione : Una favola dolce e realistica per affrontare la paura del buio e dormire sereni

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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