Un pugno di semi

Un pugno di semi: Lorenza Farina e Lucia Ricciardi raccontano la storia di Nabil

Raccontare le paure e il disagio di chi emigra non è semplice. Il rischio di cadere nello stereotipo o di semplificare il tutto è molto elevato. Se poi il protagonista è un bambino africano, l’insidia è dietro l’angolo. Perché ognuno di noi ha un’opinione in merito, convinzioni che si basano su esperienze vissute difficili da cambiare, modificare. Riuscire a raccontare, spiegare con immagini e parole questo concentrato incredibile di emozioni, senza entrare in discussioni o inutili polemiche è un’impresa che a mio avviso Lorenza Farina e Lucia Ricciardi, rispettivamente autrice e illustratrice di Un pugno di semi (Paoline), sono riuscite a superare con successo.

Un pugno di semi

Lorenza Farina – Lucia Ricciardi, Un pugno di semi

Dalla paura al sollievo, dal sorriso alla speranza, Un pugno di semi racconta la storia di Nabil arrivato via mare da un paese lontano assieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli in un luogo freddo dove per la prima volta in vita sua ha visto la nebbia.

La paura gli gela il cuore ma in tasca abbraccia i semi di acacia che gli ha regalato suo nonno

Tienili sempre con te. Quando li stringerai in pugno, ti ricorderai della nostra terra e il tuo cuore ritroverà la pace.

Nabil è coraggioso. Frequenta una scuola nuova, non conosce una sola parola di italiano, vorrebbe giocare con gli altri bambini ma all’inizio è difficile, molto difficile. Eppure un passo alla volta Nabil impara, riesce a relazionarsi con gli altri, a saper riconoscere la tristezza e la paura che da quel viaggio lo accompagnano come passeggeri indesiderati della sua anima già ferita.

Un pugno di semi racconta la storia di Nabil e ci accoglie con un grande sorriso per ricordarci che siamo tutti uguali, con la finestra al posto dei denti e curiosi della vita.

La storia di Nabil

Dolce e coinvolgente, la storia di Nabil è attuale. Credo che molte maestre italiane potrebbero raccontarne di simili, ed è proprio questa sua normalità che conquista. Quasi a volerci ricordare che gli eroi esistono davvero: basta saper aprire bene gli occhi e osservare il mondo con attenzione.

Molto belle le illustrazioni, dolcissime, capaci di trasmettere ogni emozione di Nabil, dal tratto ai colori, senza mai stravolgere la narrazione. Ci accompagnano riuscendo a dare vita a ogni singola parola.

Raccontare le paure e il disagio di chi emigra non è semplice. Il rischio di cadere nello stereotipo o di semplificare il tutto è molto elevato. Se poi il protagonista è un bambino africano, l’insidia è dietro l’angolo. Perché ognuno di noi ha un’opinione in merito, convinzioni che si basano su esperienze vissute difficili da cambiare, modificare. Riuscire a raccontare, spiegare con immagini e parole questo concentrato incredibile di emozioni, senza entrare in discussioni o inutili polemiche è un’impresa che a mio avviso Lorenza Farina e Lucia Ricciardi, rispettivamente autrice e illustratrice di Un pugno di semi (Paoline), sono riuscite…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Emozionante

Conclusione : Una storia come tante, ma proprio perché normale è capace di conquistare i cuori. Nabil è un bambino con una storia da raccontare: mettevi comodi e ascoltatelo.

Voto Utenti : 3.43 ( 1 voti)

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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