perché

Perché? Nikolai Popov e le domande sulla guerra

In questi giorni così drammatici prosegue la mia personalissima ricerca di libri e albi illustrati capaci di venirci in aiuto per raccontare e spiegare la guerra ai bambini e alle bambine, nel limite del possibile. Libri poetici che fanno riflettere.

Pensare che i giovani lettori stiano vivendo questa realtà rinchiusi in una bolla felice lo ritengo improbabile. Possiamo proteggerli, cercare di evitare telegiornali in loro presenza, ma inevitabilmente le loro sveglie antenne stanno percependo il cambiamento. Nelle parole di ogni giorno, nell’ansia che con tutta la nostra buona volontà non sempre riusciamo a contenere. Inoltre, molti di loro in questi giorni stanno accogliendo bambini e bambine ucraini nelle scuole. I miei figli mi stanno letteralmente sfinendo a suon di perché, e ammetto che spesso non riesco a trovare risposte razionali alle tante domande.

Perché?

Perché?
Nikolai Popov, Perché?

Probabilmente anche Nikolai Popov si è chiesto il perché della guerra, e anche lui fatica a trovare una risposta completa a tale orrore. Il suo albo illustrato Perché? (traduzione di E. Frescobaldi, NORD-SUD edizioni), è un grido di dolore. Ma tale è la grazia che trasmette, da riuscire a portare il quesito alla portata di tutti, adulti e bambini.

Un ranocchio si gode beato l’arrivo della primavera, il vento e i bellissimi fiori che lo circondano. Raccoglie un fiore per ammirarlo da vicino.

D’un tratto ecco spuntare un topolino, incuriosito dall’aria frizzante.

Ma al topolino non basta la natura tutt’attorno, quello che vuole è il fiorellino di ranocchio.

E se lo prende.

Inizia così quest’albo, con una serena aria primaverile che improvvisamente diventa violenta.

Ranocchio non ci sta e chiama i rinforzi. Arrivano i suoi amici che attaccano il topolino. E poi ancora tanti topolini sparano, i ponti saltano, i ranocchi rispondono, la guerra ranocchi contro topolini è spietata.

E i fiori scompaiono dalla scena.

La natura diventa un campo di battaglia.

Perché?

Nikolai Popov non ha risposte a questa domanda. Ci porta a riflettere sulle conseguenze di alcune scelte, azioni irreversibili. Non ci sono vincitori e vinti. Semplicemente tutto ciò che amavano sia i ranocchi che i topolini cessa di esistere.

Pochissime parole, le illustrazioni prendono tutto lo spazio visivo e aggiungono dettagli alla storia. I colori prima dolci e di rinascita diventano viva via sempre più grigi, neri.

Un capolavoro.

Da leggere e rileggere, da proporre in classe, anche ai bambini e alle bambine dei primi anni della scuola primaria, per parlare di conseguenze e pace. Per affrontare un argomento doloroso ma urgente. Per obbligarci ad osservare il presente, se non vogliamo rimanere senza primavera nel futuro.

In questi giorni così drammatici prosegue la mia personalissima ricerca di libri e albi illustrati capaci di venirci in aiuto per raccontare e spiegare la guerra ai bambini e alle bambine, nel limite del possibile. Libri poetici che fanno riflettere. Pensare che i giovani lettori stiano vivendo questa realtà rinchiusi in una bolla felice lo ritengo improbabile. Possiamo proteggerli, cercare di evitare telegiornali in loro presenza, ma inevitabilmente le loro sveglie antenne stanno percependo il cambiamento. Nelle parole di ogni giorno, nell’ansia che con tutta la nostra buona volontà non sempre riusciamo a contenere. Inoltre, molti di loro in questi…

Score

Storia
Illustrazioni
Leggibilità
Prezzo

Piccolo capolavoro

Conclusione : Un albo originale, coinvolgente e attuale: per parlare della guerra con i bambini e le bambine

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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