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R. J. Palacio, Wonder
R. J. Palacio, Wonder

Wonder, di R. J. Palacio

Tutti ne parlano, tutti lo considerano un capolavoro. Il film uscito a Natale ha conquistato anche i non lettori e ricevuto grandi acclamazioni anche dai seguaci più convinti. Wonder, il primo libro di R.J. Placido piace. Ma perché?

Prima di rispondere a questa domanda, una premessa. Wonder viene presentato al pubblico, nel 2012, come un romanzo per ragazzi, succede però che piace a tutti. La sua struttura è molto particolare: tutti i protagonisti della vicenda prendono la parola e raccontano i fatti dal loro punto di vista aggiungendo capitolo dopo capitolo qualche dettaglio nuovo per comprendere il susseguirsi degli eventi. Questa modalità di scrittura alleggerisce il testo, lo rende più veloce e fruibile, adatto ai ragazzi. Ma la storia così colma d’amore, rispetto e inclusione, la storia, scrivevo, piace a tutti. Perché è per tutti.

Altra premessa. Inizialmente non volevo leggere il libro perché l’impressione che avevo era di un prodotto confezionato a tavolino capace di entrare in contatto con i sentimenti delle persone, stringerli, scuoterli, e poi strizzarli nuovamente: un concentrato di buoni sentimenti e stereotipi.

E Wonder…. è proprio questo. Ma, è fatto molto bene, quindi da non perdere.

La storia di Wonder

R. J. Palacio, Wonder

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La storia è semplice. Auggie è un bambino normale, intelligenza normale, capacità motorie nella norma. Ma Auggie ha una faccia deforme, non ci può fare nulla, è nato così, ha subito 27 operazioni chirurgiche per migliorare il tutto, ma il risultato è abbastanza drammatico. Sia chiaro però, Auggie è un bambino normalissimo, non alcun problema intellettivo. Probabilmente se fosse nato in Italia si direbbe che non ha bisogno di PDP (Piano Didattico Personalizzato). Auggie è autonomo al 100%. Ma non è impermeabile alla cattiveria umana: e sì le persone, e soprattutto i bambini, sono molto cattive, superficiali. E Auggie capisce benissimo il loro stupore, quando va bene, orrore, quando va meno bene.

Auggie vive con i suoi genitori, super, e la sorella Via, sorella che è in piena adolescenza e finalmente si concede qualche normalità adolescenziale. Per la prima volta in vita sua Auggie deve andare a scuola, in prima media, e questo lo terrorizza. Come dargli torto?

La gente pensa che io a scuola non ci sia mai andato per via del mio aspetto, ma non è così. È per via di tutte le operazioni chirurgiche che ho fatto. Ventisette, da che sono nato. Le più grosse addirittura prima dei miei quattro anni, perciò di quelle non mi ricordo. Ma da allora ho subito due o tre interventi l’anno (tra grandi e piccoli) e, dato che sono mingherlino per la mia età e che sono affetto da altri misteri della medicina che i dottori non hanno mai identificato, mi ammalavo di continuo. Ragion per cui i miei genitori hanno deciso che era meglio che io non andassi a scuola.

Una struttura narrativa ben studiata

La storia è molto semplice, limpida, ma è la struttura narrativa a cogliere di sorpresa il lettore, da Auggie, passiamo a Via, i fatti narrati sono gli stessi ma ovviamente il punto di vista cambia, un modo semplice e geniale per far intuire al lettore come i medesimi fatti possono venire interpretati in modo diverso.

Struggente, forse confezionato a tavolino proprio per catturare l’empatia del prossimo, ma comunque un libro che funziona, e se riesce a smuovere le coscienze, allora è anche un ottimo strumento, oltre che un ottimo libro.

Tutti ne parlano, tutti lo considerano un capolavoro. Il film uscito a Natale ha conquistato anche i non lettori e ricevuto grandi acclamazioni anche dai seguaci più convinti. Wonder, il primo libro di R.J. Placido piace. Ma perché? Prima di rispondere a questa domanda, una premessa. Wonder viene presentato al pubblico, nel 2012, come un romanzo per ragazzi, succede però che piace a tutti. La sua struttura è molto particolare: tutti i protagonisti della vicenda prendono la parola e raccontano i fatti dal loro punto di vista aggiungendo capitolo dopo capitolo qualche dettaglio nuovo per comprendere il susseguirsi degli eventi.…

Score

Storia
Leggibilità
Prezzo

Da leggere!

Conclusione : Un romanzo che conquista i cuori e porta il lettore a riflettere sull'inclusione.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

1 Commento

  1. Wonder è un libro meraviglioso. Ti insegna a vivere e a comprendere la diversità 🙂

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