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Mia Tang, una ragazzina cinese che sogna l’America

Raccontare l’immigrazione, con stereotipi e sfruttamenti spesso collegati, ai bambini e alle bambine non è facile. Bisogna riuscire a trovare il giusto incastro tra dignità e speranza, paure e sofferenze. Dare voce alla famiglia e quindi alle tradizioni che si possono scontrare con le nuove culture. Piccoli dettagli che possono rendere più o meno felice anche questo tipo di cambiamento, e a volte più o meno sopportabile il distacco dalla propria tradizione.

Kelly Yang in Motel Calivista, buongiorno! (traduzione di Federico Taibi, Emons Ragazzi) ci presenta la storia di Mia Tang e della sua famiglia. Lo fa con una delicatezza rara, capace di unire le tante sofferenze subite alla gioia e vivacità di Mia, una ragazzina fenomenale che sa risollevare gli animi, imparare l’inglese e gestire un hotel. Tutto contemporaneamente!

Motel Calivista, buongiorno!

Mia si è appena trasferita negli Stati Uniti d’America assieme a sua mamma e a suo papà. Sogna un posto straordinario dove li aspetta una casa vera, con un cane, e dove si possono mangiare hamburger fino a scoppiare.

La realtà, purtroppo, è un’altra. Dopo un primo impiego – che vedeva impegnati mamma, papà e anche Mia in un ristorante – perso rovinosamente, nel senso che Mia è rovinata a terra con diversi piatti a seguito, la famiglia si ritrova a gestire un motel, e a viverci. “Un sogno che si avvera” pensano, dato che il motel è di proprietà di un asiatico. Illusi.

Il signor Yao è, in realtà, un uomo davvero crudele, e suo figlio Jason fa di tutto per rendere la vita di Mia un vero inferno.

I genitori di Mia lavorano sempre e la stessa Mia si ritrova ad accogliere i clienti alla reception. Anche a scuola è difficile: tra brutti voti in inglese e pantaloni a fiori, la vita di una preadolescente risulta essere dannatamente complicata.

Una storia di amicizia, famiglia e sogni

Alla quotidianità si aggiungono eventi straordinari, come i malviventi che picchiano sua mamma, l’assenza dell’assicurazione sanitaria, un amico che si mette nei guai. Si aggiungono, però, anche belle occasioni: l’amica del cuore Lupe, un concorso letterario in inglese, il sogno di Disneyland a due passi…

Nel corso della lettura la personalità di Mia conquista i lettori, riuscendo a diventare l’eroina di un romanzo capace di farti osservare il mondo con maggiore empatia, di scoprire altre realtà e verità scomode. Di capire che non sempre è facile cambiare la propria vita.

Un giorno, mentre facevo i compiti di matematica, ho dovuto calcolare quanto ricavasse un negozio di fiori in un mese. Era un problema abbastanza semplice e l’ho risolto senza difficoltà. Però mi ha messo la pulce nell’orecchio. Quanto incassava il Calivista? Non me l’ero mai chiesto prima.
Spinta dalla curiosità, ho tirato fuori il libro mastro dell’ultimo cassetto del banco della reception. Era un volumone nero in cui mio padre registrava meticolosamente tutti i clienti giorno per giorno.
Ho scorso il dito sulla lista dei nomi. In media, al Calivista alloggiavano una ventina di clienti al giorno, compresi i settimanali. Il signor Yao tratteneva l’intera quota dei primi quindici, secondo l’accordo rivisto, mentre ai miei genitori spettavano 5 dollari per ciascuno dei cinque rimanenti. Mettiamo però che avessimo potuto trattenere per intero i 20 dollari a cliente, senza doverli dividere con il malvagio signor Yao: quanto avremmo incassato?
Ho annotato i numeri su un foglio in maniera ordinata e ho cominciato a fare i calcoli. Quando ho visto il totale ho strabuzzato gli occhi: 12.000 dollari. Ecco quanto avevamo fatto incassare al signor Yao nell’ultimo mese.

Simpatico, scorrevole, Motel Calivista, buongiorno! è un romanzo che consiglio a tutti i giovani lettori e lettrici che desiderano scoprire il mondo in ogni sua sfumatura. Per capire e crescere.

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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