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Cosa fanno gli animali?
Cosa fanno gli animali?

Cosa fanno gli animali? Giochi didattici per i più piccoli

I giochi didattici aiutano a imparare, ma, secondo me, devono avere un punto di partenza in comune, sempre: devono divertire. Altrimenti non solo non raggiungono lo scopo, ma annoiano e vengono dimenticati, se va bene, oppure vengono vissuti come un ulteriore obbligo, quando va male. Per questo qui su libriebambini.it abbiamo deciso di selezionarne alcuni, quelli che, sempre secondo noi, riescono ad essere utili all’apprendimento e, contemporaneamente, divertono un mondo. Altrimenti che gioco è?

Cosa fanno gli animali?

Cosa fanno gli animali?

Cosa fanno gli animali?

La nuova serie Cosa fanno gli animali?, Erickson 2018, del bosco, della fattoria, della foresta, si rivolge ai più piccoli, dai 3 ai 5 anni, e lo fa con il giusto equilibrio di divertimento e apprendimento. La serie sviluppa il linguaggio e le attività logiche del bambino, propone diversi giochi in una scatola, a complessità crescente, permette al bambino di capire da solo se come sta procedendo è corretto o sbagliato, evitando, quindi, l’intervento dell’adulto. Le tessere morbide in materiale Eva assicurano sicurezza (aspetto molto importante per i più piccoli) e le illustrazioni simpatiche garantiscono comunque un divertimento anche narrativo.

Partendo da semplici domande come: «chi è?» e «cosa fa?» il bambino procede incastrando le tessere. Può scegliere diverse attività: ad esempio opta per il leone e associa tutte le azioni che fa il leone nel gioco. Oppure sceglie l’azione «dormire» e associa tutti gli animali della scatola che fanno la stessa azione.

Il codice colore e la forma di incastro aiutano il bambino a giocare in autonomia poiché consentono di correggere e cambiare accostamenti. I più grandi si possono divertire con il classico memory associando non le immagini identiche ma le stesse azioni o lo stesso animale. Oppure possono giocare a domino, o al gioco della biscia, formando una striscia unica.

Il bello di questi giochi è che alla fine i bambini si fanno le regole da soli, adattando le attività a loro piacimento, riuscendo a creare così molti giochi originali!

Luca, 3 anni, ad esempio va matto per i puzzle, per lui quindi il gioco consiste nell’incastrare le figure correttamente: in mezzo secondo ha compreso il meccanismo del «controllo» (i colori nei bordi combaciano quando l’incastro è corretto) e si è lanciato nella creazione di forme strampalate e divertenti!

Da provare!

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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