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1958. Le storie in tasca: particolare della copertina
1958. Le storie in tasca: particolare della copertina

1958. Le storie in tasca, di Guido Quarzo

Mamma, ma com’eri tu da bambina? Andavi a scuola? Ed eri brava?

È innegabile: le domande dei nostri figli riescono a farci fare un tuffo incredibile nel passato. Eppure servono. A loro perché così scoprono che mamma, papà e nonni sono stati bambini, e questo da solo è un fatto di incredibile interesse! Scoprire poi che anche loro sono andati a scuola, che avevano una maestra (Mamma, ma una sola??? Io ne ho 4!) e che la scuola si chiamava elementare non primaria… sono tutti dettagli assolutamente vivi.

Ma ricordare serve anche a noi adulti, perché ci aiuta a comprendere gli sbagli e le paure, ci aiuta a riflettere che anche noi, una volta, eravamo identici ai nostri figli. Nonostante gli anni passati…

1958. Le storie in tasca

Guido Quarzo, 1958. Le storie in tasca, illustrazioni di Giulia Bracesco, San Paolo Edizioni
Guido Quarzo, 1958. Le storie in tasca, illustrazioni di Giulia Bracesco, San Paolo Edizioni

1958. Le storie in tasca di Guido Quarzo (San Paolo edizioni), candidato al Premio Strega ragazzi e ragazze 2020, è una storia normale, di bambini, che giocano, imparano, cambiano, crescono… ma proprio perché ambientata nel 1958, anno di nascita della RAI, riesce a suscitare il giusto interesse: cosa significa che installarono il telefono, mamma? E ci aiuta a ricordare che anche quel telefono veniva guardato con sospetto, un po’ come facciamo oggi noi adulti nei confronti della nuova tecnologia che avanza.

La avventure di Pietro in quarta elementare

Pietro è un bambino di quarta elementare, si è appena trasferito dalla campagna alla città, suo papà e suo nonno hanno trovato lavoro in una fabbrica e così hanno deciso di spostarsi tutti assieme. Nuova casa, nuova scuola, nuovi compagni, nuovi maestri… ma Pietro nonostante i primi dubbi è un bambino intelligente e riesce ad adattarsi al nuovo senza troppa tristezza, vede le differenze però, e ce ne sono tante. Un bambino attento capace di descrivere ogni dettaglio, tanto da incuriosire davvero il lettore non solo sulla sua storia ma su ogni differenza tra ieri e oggi descritta in maniera perfetta, dettagli inseriti apparentemente casualmente ma che riempiranno di stupore ogni giovane lettore.

Però c’era un numero quasi magico che si poteva comporre quando si voleva, anche se Piero non capiva perché: era il numero uno-sei, il numero dell’ora esatta. Piero non sapeva spiegarsi per quale motivo i grandi erano così ansiosi di sapere ogni tanto l’ora esatta. Prima (prima del telefono) c’erano i segnali orario trasmessi dalla radio: un uccellino che dava l’ora e scandiva il tempo cinguettando. Ma non si poteva chiedere l’ora alla radio: te la diceva lei al momento giusto. Con il numero sedici del telefono invece potevi domandare l’ora in qualunque momento della giornata: l’ora esatta a qualunque ora.

E poi ci sono le storie. Che meraviglia le storie dell’amico Carlo così bravo a raccontarle da sostituire il maestro! Maestro che dobbiamo ammetterlo è davvero un bel tipo! Ma Carlo è così bravo da riuscire anche a suggerirne a Paolo. Perché a volte fatichiamo a raccontare delle belle storie, ma forse facciamo poca attenzione a ciò che ci sta attorno:

Piero scoprì che le storie erano lì, a portata di mano, e bastava raccoglierle. Qualche volta te le trovavi in tasca senza nemmeno averle cercate.

Ci sono gli eroi che fanno parte della squadra eroica, Pietro e Carlo ovviamente, i bulli, e i nuovi eroi. Nell’insieme un bel gruppo di bambini di ieri, che si comportano esattamente come i bambini di oggi, ed è bene che iniziamo a rendercene conto. Perché il bambino che butterebbe volentieri le femmine dalla finestra, c’è sempre, in ogni classe, anche nel 2020.

Una storia ben scritta

Un romanzo scritto molto bene, ironico, un intreccio tra ieri e oggi di notevole maestria, un modo originale per scatenare la naturale curiosità dei bambini verso un passato, ancora recente in molti ricordi, per sottolineare i cambiamenti e cercare di spiegarli, ma anche un modo per ricordare a noi adulti che tutto sommato… i bambini sono sempre bambini.

Gli altri libri del Premio Strega Ragazzi 2020

Questi sono i libri candidati al Premio Strega Ragazzi 2020 di cui abbiamo scritto su Libri e bambini:

Mamma, ma com’eri tu da bambina? Andavi a scuola? Ed eri brava? È innegabile: le domande dei nostri figli riescono a farci fare un tuffo incredibile nel passato. Eppure servono. A loro perché così scoprono che mamma, papà e nonni sono stati bambini, e questo da solo è un fatto di incredibile interesse! Scoprire poi che anche loro sono andati a scuola, che avevano una maestra (Mamma, ma una sola??? Io ne ho 4!) e che la scuola si chiamava elementare non primaria… sono tutti dettagli assolutamente vivi. Ma ricordare serve anche a noi adulti, perché ci aiuta a comprendere…

Score

Leggibilità
Storia
Illustrazioni
Prezzo

Ben scritto

Conclusione : I cambiamenti oggi si presentano sempre più veloci, eppure non molto tempo fa i bambini… giocavano esattamente come oggi.

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Anna Fogarolo

Anna Fogarolo è consulente per le attività di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR specialist. In passato ha svolto l'attività di fotogiornalista per le maggiori testate italiane e ha scritto contenuti per alcuni noti portali e network. Con le Edizioni Erickson ha pubblicato «Do you speak Facebook? Guida per genitori e insegnanti al linguaggio dei social network» e «Il web è nostro. Guida per ragazzi svegli», testo presentato alla seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

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