Il cercatore di asparagi

Il cercatore di asparagi: Alessandro Petruccelli racconta una storia di ieri per i ragazzi di oggi

Con Il cercatore di asparagi Alessandro Petruccelli scrive una storia che ha il sapore dei tempi andati ma, allo stesso tempo, ha molto da dire anche a noi oggi.

Il cercatore di asparagi

Alessandro Petruccelli, Il cercatore di asparagi

Pubblicato da noi della Graphe.it edizioni e illustrato da Emiliano Billai, Il cercatore di asparagi racconta di Damiano, ragazzo che vive in un paesino ai confini tra Campania e Lazio e che frequenta le scuole primarie.

Damiano vuole fare un regalo alla sua maestra, ma siamo nel periodo dopo la seconda guerra mondiale e non c’è molto da regalare, così si avventura in campagna e nei boschetti per cercare degli asparagi. Ne trova uno molto bello e dall’aspetto invitante, ma fa una scoperta raccapricciante: si rende conto che lì vicino c’è un soldato morto, vittima della guerra.

Scappa, avvisa suo papà che a sua volta va dalle forze dell’ordine.

Una scoperta che scuote, come si può immaginare, e ancora più intensa per un bambino. Ma Damiano, che viveva in una società che proveniva da una stagione terribile, non si lascia abbattere e riesce a trovare lo spunto per continuare gli studi e darsi da fare per costruire il proprio futuro. Un avvenire che lo porterà lontano dalla sua famiglia di origine, dal suo paese e dall’Italia.

Attraverso le misteriose vie della vita incontrerà una ragazza di cui si innamorerà e che è legata proprio a quel ritrovamento sotto gli asparagi.

Una storia di tanto tempo fa, o forse no

La guerra è un ricordo lontano per noi (purtroppo non è così in tutto il mondo), ma è innegabile che Il cercatore di asparagi di Alessandro Petruccelli dice molto anche ai bambini di oggi.

Ci stiamo risollevando da una situazione non facile, abbiamo alle spalle una pandemia che non è stata la guerra ma porta con sé un buon numero di nonne, nonni, zii, amici che non ci sono più. E come sarà il futuro dei nostri figli? Non lo sappiamo. Ma, come ci insegna Damiano, non ci si deve abbattere, ma rimboccarsi le maniche e andare avanti, nella vita di tutti i giorni (che può essere noiosa, è vero, soprattutto alcuni giorni a scuola!) ma è sempre un grande dono.

Mi piace il modo allegro con cui affronti i contrasti della vita.

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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